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Obbligo di Pos, calendario da chiarire

La proroga al 30 giugno 2014 dell’obbligo di permettere pagamenti anche attraverso bancomat da un lato favorisce un migliore adeguamento ad imprese e professionisti. Ma dall’altro genera incertezze sulla sua concreta operatività almeno quanto all’individuazione della platea di soggetti interessati.
In sede di conversione del decreto milleproroghe (Dl 150/2013), è stato infatti inserito il comma 15-bis all’articolo, 9 con differimento del termine a partire dal quale i soggetti privati, che effettuano attività di vendita di prodotti o prestazioni di servizi, anche professionali, sono obbligati ad accettare pagamenti anche attraverso carte di debito ( Dl 179/2012). Prima che intervenisse la proroga, nella Gazzetta Ufficiale del 27 gennaio 2014, n. 21, era stato nel frattempo pubblicato il decreto del ministro dello Sviluppo economico datato 24 gennaio 2014 attuativo dell’ambito di applicazione dei pagamenti mediante carte di debito. Tale regolamento, stanti gli effetti della particolare disciplina ed il rilevante numero dei soggetti potenzialmente destinatari della stessa, aveva individuato, secondo criteri di gradualità e sostenibilità, un limite minimo di acquisto, pari a trenta euro, nonché le categorie di operatori nei confronti delle quali trovasse gradualmente applicazione la misura.
Il criterio utilizzato a tal fine è stato quello dell’ammontare del fatturato dell’anno precedente a quello nel corso del quale è effettuato il pagamento. In ragione di questo criterio, era stato previsto che dal prossimo 28 marzo 2014 e sino al 30 giugno 2014 l’obbligo interessasse esclusivamente imprese e professionisti che avessero un fatturato annuo superiore ai 200.000 euro. Tali operatori, per acquisti oltre i 30 euro, sarebbero stati obbligati ad accettare pagamenti effettuati da persone fisiche, soggetti privati, anche con carte di debito.
Con successivo decreto, da adottarsi entro 90 giorni dall’entrata in vigore dell’obbligo (e quindi originariamente entro il 26 giugno 2014), potevano essere individuate nuove soglie e nuovi limiti minimi di fatturato, con possibilità inoltre di estendere gli obblighi ad ulteriori strumenti di pagamento elettronico anche con tecnologie mobili. La modifica della decorrenza dell’obbligo, differita al 30 giugno 2014, renderà probabilmente necessaria l’adozione di un nuovo decreto ministeriale che vada a fissare la nuova tempistica in ragione di quelle esigenze di gradualità e sostenibilità che hanno guidato il ministero dello Sviluppo economico nella stesura del decreto attuativo.
Finché il decreto non ci sarà, la data del 30 giugno 2014 dovrebbe essere necessariamente intesa come momento di avvio a regime dell’obbligo per tutti gli operatori economici. Peraltro, questa ultima interpretazione sembrerebbe in grado di anticipare quanto dispone l’articolo 9, comma 1 lettera d) della legge di delega fiscale. Per il rafforzamento dei controlli si cerca infatti di incentivare, mediante una riduzione degli adempimenti amministrativi e contabili a carico dei contribuenti, non solo l’utilizzo della fatturazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi, ma anche adeguati meccanismi di riscontro tra la documentazione in materia di Iva e le transazioni effettuate, potenziando a tal fine i relativi sistemi di tracciabilità dei pagamenti.
Da parte delle professioni, il Consiglio nazionale ingegneri, commenta così la conferma della proroga «Rinvio utile, purché finalizzato alle doverose modifiche e non a consentire alle banche di avere più tempo per mettere a punto le proprie offerte commerciali».
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