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Obblighi, esclusioni, rimborsi Split payment con regole chiare

L’Agenzia delle entrate fa luce sullo split payment dell’Iva. Con la circolare n. 15 del 13 aprile 2014, l’agenzia ha fornito importanti precisazioni sul perimetro oggettivo e soggettivo del meccanismo speciale di applicazione dell’imposta sulle forniture a determinati enti pubblici, chiarendo i dubbi e risolvendo le questioni aperte. Tra queste, la peculiare situazione delle imprese che si avvalgono di regimi speciali di detrazione (es. agricoltura, intrattenimenti, enti non profit): potranno continuare a riscuotere l’imposta, al fine di esercitare la detrazione. Riguardo all’individuazione degli enti pubblici ai quali si applica lo split payment, la circolare chiarisce che, in caso di dubbio, il fornitore dovrà attenersi alle indicazioni ricevute dall’ente cessionario/committente. Non mancano indicazioni di carattere pratico, come quelle sulla gestione delle note di variazione e sui rimborsi. Vediamo i passaggi più importanti del corposo documento di prassi.

Operazioni escluse dallo split payment. In base alle disposizioni dell’art. 17-ter del dpr 633/72, aggiunto dalla legge n. 190/2014 a decorrere dal 1° gennaio 2015, il meccanismo dello split payment si applica, in via di principio, a tutte le forniture effettuate da soggetti passivi dell’Iva nei confronti degli enti pubblici indicati nell’articolo stesso, indipendentemente dalla veste con la quale l’ente effettua l’acquisto (istituzionale o commerciale).

La norma esclude dal meccanismo soltanto:

a) le operazioni per le quali l’ente cessionario/committente assume la veste di debitore dell’Iva, ovverosia le operazioni assoggettate al regime dell’inversione contabile

b) i compensi per prestazioni di servizi assoggettati a ritenute alla fonte a titolo di imposta sul reddito.

L’agenzia ha tuttavia riconosciuto ulteriori esclusioni, rese necessarie dalla particolarità del meccanismo o degli effetti causati su determinate tipologie di fornitori.

 

Invisibilità dell’imposta. Prima in occasione del forum di ItaliaOggi del 22 gennaio scorso, poi nella circolare n. 9/2015, l’agenzia ha dato atto che il meccanismo non può applicarsi nei casi in cui la fattura del fornitore, in forza di particolari disposizioni, non evidenzia l’Iva (per esempio, operazioni soggette al regime del margine, a quello dell’editoria ecc.), né alle operazioni non documentate da fattura, bensì da ricevuta o scontino fiscale (es. piccoli acquisti degli enti pubblici effettuati presso commercianti al minuto). A quest’ultimo proposito, la circolare n. 15/2015 chiarisce ora che l’esclusione non vene meno neppure nel caso in cui, successivamente al rilascio dello scontrino o della ricevuta fiscale, viene emessa anche la fattura.

La circolare puntualizza inoltre che l’esclusione vale anche per le operazioni documentate da scontrini non fiscali rilasciati dagli esercizi della grande distribuzione che hanno optato per la trasmissione telematica dei corrispettivi, nonché per le fatture semplificate di cui all’art. 21-bis, dpr 633/72.

 

Fornitori particolari. Un problema delicato riguardava i soggetti che si avvalgono di speciali regimi Iva che prevedono, in luogo della detrazione dell’imposta sugli acquisti, la riduzione del versamento di quella dovuta sulle vendite (forfettizzazione della detrazione), ad esempio il regime della legge n. 398/91 per le associazioni non lucrative. In tal caso, il mancato incasso dell’Iva sulle operazioni agli enti pubblici avrebbe privato il fornitore della possibilità di recuperare la detrazione forfetaria (es. il 50% dell’imposta sulle operazioni attive), che si sarebbe trasformata in un credito di non facile recupero, anche in considerazione dell’esonero dalla dichiarazione annuale previsto in certi casi.

Il problema è stato risolto dalla circolare in modo radicale, ovvero collocando al di fuori dell’area dello split payment le operazioni effettuate da fornitori che applicano regimi speciali che, pur prevedendo l’addebito dell’imposta in fattura, sono caratterizzati, per l’appunto, da un particolare meccanismo forfetario di determinazione della detrazione, quali quelli appresso richiamati:

– regime speciale di cui agli articoli 34 e 34-bis del dpr n. 633/72, riguardanti i produttori agricoli e ittici;

– regime speciale di cui alla legge n. 398/91, riguardante le associazioni e società sportive dilettantistiche, le proloco e gli enti non lucrativi in genere;

– regime speciale di cui all’art. 74, sesto comma, dpr 633/72, concernente le attività di intrattenimento;

– regime speciale per gli spettacoli viaggianti e per le altre attività di cui alla tabella C allegata al citato dpr.

Secondo l’agenzia, sono inoltre escluse dallo split payment, in considerazione della ratio e delle caratteristiche di tale meccanismo, le operazioni nelle quali l’ente pubblico destinatario non effettua alcun pagamento nei confronti del fornitore, per esempio servizi di riscossione, in quanto il corrispettivo è già nella disponibilità del fornitore stesso, che lo trattiene dalle somme dovute all’ente.

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