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Obbligazioni in default, sempre restituiti i soldi al cliente

Risparmiatori più tutelati. Infatti l’intermediario finanziario deve restituire gli importi versati a fronte di obbligazioni «in default» anche se il cliente ha firmato una dichiarazione prestampata nella quale la banca declina ogni responsabilità nel senso che ha adempiuto a tutti gli obblighi informativi. Lo ha sancito la Cassazione con la sentenza n. 11412/2012.

Dunque la prima sezione civile ha respinto il ricorso di un istituto di credito fiorentino che aveva invitato i suoi clienti a sottoscrivere delle obbligazioni Cirio, diventati poi titoli spazzatura, facendo sottoscrivere loro un modello prestampato nel quale si diceva: «Si dà atto che mi avete fornito le informazioni necessarie e sufficienti ai fini della completa valutazione del grado di rischiosità della presente operazione». Queste poche righe redatte unilateralmente dalla banca sono del tutto inidonee, ad avviso della Suprema corte, ad assolvere gli oneri informativi posti a carico dell’intermediario dall’art. 21 dlgs n. 58 del 1998 e dall’art. 29 del Reg. Consob n. 11522 del 1998. E infatti, aggiunge il Collegio di legittimità, questa dichiarazione del cliente «non può essere qualificata come confessione stragiudiziale». Di più. Questa, infatti, «essendo contestuale al perfezionamento del vincolo contrattuale di acquisto, non può comprendere la consapevolezza del probabile pregiudizio economico connesso al risultato finanziario dell’investimento e, conseguentemente, attesta esclusivamente che la sottoscrizione dell’ordine può essere stata preceduta da un’informazione relativa alla tipologia del prodotto finanziario e al rischio ad esso generalmente riconducibile». Entro tali limiti nessun contenuto confessorio può riconoscersi a una dichiarazione «ricognitiva di una scansione necessaria, antecedente al contratto, predisposta in ottemperanza (formale) ad obblighi posti dalla legge a carico dell’intermediario». Per poter attribuire alla dichiarazione un’efficacia realmente confessoria sarebbe stato necessario quanto meno dimostrare che nell’adempimento dello specifico obbligo informativo contrattuale, l’intermediario avesse illustrato, in concreto, le condizioni economico finanziarie del «gruppo» dal quale provenivano le obbligazioni acquistate e l’effettivo potenziale di redditività e di rischio ad esse correlato.

Fra l’altro, Deve essere osservato che l’adempimento di un obbligo informativo in un settore negoziale ad alto contenuto tecnico, quale quello dell’intermediazione finanziaria, non può mai essere dimostrato mediante la sottoscrizione di dichiarazioni generiche, unilateralmente predeterminate e predisposte in via generale e modulare, essendo necessaria l’allegazione e la prova del contenuto e delle concrete modalità di trasmissione e conoscenza delle informazioni relative alla specifica operazione proposta.

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