Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Obama tassa le multinazionali

Un budget 2016 che sfiora i 4.000 miliardi di dollari, con un deficit di 474 miliardi una volta contate entrate per 3.530 miliardi. Ma che, dietro grandi e generiche cifre, chiede al Congresso e al Paese di accettare una scommessa collettiva sul futuro: rastrellare risorse – quasi duemila miliardi in dieci anni – da nuove imposte e minori sgravi sui redditi più elevati e sulla Corporate America. E far scattare centinaia di miliardi in nuove spese, da aiuti alle famiglie meno abbienti, oggi sacrificate durante la ripresa come ieri nella crisi, al potenziamento di infrastrutture e ricerca necessari a migliorare la competitività globale americana, a sostenere una crescita stimata al 3% quest’anno e il prossimo e un calo al 5% della disoccupazione.
È questo il messaggio delle duemila pagine di numeri e programmi presentate da Barack Obama. «Voglio rimpiazzare un’ottusa austerità con investimenti intelligenti – ha detto il presidente parlando del suo piano dal Department of Homeland Security – senza vitali infrastrutture il Paese è sia vulnerabile che miope». E, ha assicurato, «possiamo fare tutto in maniera fiscalmente responsabile».
Le nuove tasse in dieci anni genereranno 1.440 miliardi, con le entrate federali che passeranno al 19,7% dal 17,7% del Pil. Da imposte sul business arriverebbero quasi 700 miliardi. Circa cento banche con oltre 50 miliardi in asset saranno colpite da una sovrattassa sulle passività in grado di scoraggiare eccessivi indebitamenti e di portare nelle casse federali 112 miliardi. Le aziende, versando il 14% sui più di duemila miliardi di utili accumulati oltre confine e il 19% su futuri profitti esteri, garantirebbero 474 miliardi, rispettivamente 268 e 206 miliardi. Sui redditi superiori al mezzo milione, l’1% della popolazione, la pressione fiscale salirebbe di oltre mille miliardi: 208 per un incremento delle aliquote sui guadagni di capitale al 28% dal 23,8 per cento. Altri 603 grazie a limiti su deduzioni e sgravi; 35 dalla Buffett Rule, la minumum tax del 30% sui milionari; e 214 da imposte di successione.
La disciplina fiscale non scompare dal lessico di Obama: il deficit 2016, l’anno che comincerà a ottobre, è sulla carta inferiore ai 483 miliardi dell’anno scorso, già il minimo in sei anni, e di poco superiore ai 468 miliardi, il 2,6% del Pil, anticipato dall’ufficio studi del Congresso, il Cbo. Nel prossimo decennio è inoltre prevista una riduzione del passivo, già delineata in passati documenti dell’amministrazione, di 1.800 miliardi. L’amministrazione pronostica tuttavia un deficit di 687 miliardi nel 2025, mentre il Cbo lo calcola salito nuovamente oltre i mille miliardi a causa di sanità e pensioni. La riduzione decennale del deficit nel piano di Obama è inoltre affidata a misure controverse, risparmi sanitari per 400 miliardi e 650 miliardi da aumenti d’imposta.
I repubblicani hanno subito denunciato e bocciato le proposte di Obama. «Più tasse, più spese e miliardi di nuovo debito» ha riassunto il presidente del partito Reince Priebus. E ha preannunciato che la nuova maggioranza al Congresso metterà a punto un budget alternativo, «in pareggio e che renda il governo efficiente e responsabile». Esistono aree di potenziale accordo. Il bilancio militare – in tutto 585,5 miliardi – è tra queste. Per Pentagono e sicurezza nazionale sono previsti anche fondi esplicitamente dedicati al contenimento della Russia nella crisi ucraina, alla lotta agli estremisti islamici di Isis in Siria e Iraq e al rafforzamento della ciber-sicurezza davanti al moltiplicarsi degli attacchi di pirati informatici a volte sponsorizzati da governi. Alcuni investimenti infrastrutturali – nel pacchetto di 478 miliardi in sei anni – potrebbero a loro volta trovare consensi.
Negli Stati Uniti oggi le spese infrastrutturali, compresi ponti e strade, rappresentano il 2,6% del Pil, un livello simile a quello dell’Ue ma nettamente sotto l’8,5% della Cina o il 5% del Giappone.
Ma le tensioni sono alte, invece, sul fronte di tasse e tagli, che delineano il ruolo del governo nell’economia. Obama invoca complessivamente un incremento di spesa del 7% – 74 miliardi – sopra il tetto stabilito tre anni or sono da intese anti-deficit e anti-debito tra repubblicani e democratici e ora in scadenza. Le iniziative popolari e care alla Casa Bianca per i ceti medio-bassi, che potrebbero finire vittima delle polemiche, comprendono crediti d’imposta triplicati per i figli a carico, un assegno per le famiglie con entrambi i genitori che lavorano, 3,6 miliardi per corsi professionali gratuiti. Il budget potenzia anche le autorità di regolamentazione finanziaria invise all’opposizione affidando 1,72 miliardi alla Sec per il 2016, un incremento di 222 milioni.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Il progetto di fusione tra Fiat-Chrysler (Fca) e Peugeot-Citroën (Psa) si appresta a superare uno d...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Davanti alle piazze infiammate dal rancore e dalla paura, davanti al Paese che non ha capito la ragi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Erogazioni in crescita l’anno prossimo per Compagnia di San Paolo, nonostante lo stop alla distrib...

Oggi sulla stampa