Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Obama striglia le imprese: ora investite

di Federico Rampini


Denuncia il ritorno dei superbonus ai banchieri. Prende in contropelo un capitalismo autoreferenziale, ricordandogli tutte le sue battaglie di retroguardia. È la più completa esposizione dell´Obama-pensiero in economia. Pugno di ferro in un guanto di velluto: perché lo scopo dell´operazione è comunque quello di ricucire con le grandi imprese, che il presidente esorta a «rientrare in gioco» investendo le migliaia di miliardi finora parcheggiati in liquidità. «Se ci sono ragioni che v´impediscono di tornare ad assumere le voglio conoscere, le voglio affrontare». Ma ammonisce: «Vincere il futuro non dipende solo da quel che il governo può fare per aiutarvi, ma da quello che voi potete fare per aiutare l´America».
Il luogo del discorso è cruciale: la sede della U. S. Chamber of Commerce, un´organizzazione simile alla nostra Confindustria. Ma risolutamente schierata contro l´Amministrazione Obama nel suo primo biennio. Memorabili, le campagne pubblicitarie di questa lobby per dipingere Obama come uno statalista impegnato a distruggere la libertà d´impresa e gli incentivi a investire. "Due milioni di disoccupati in più" era lo slogan con cui la Chamber of Commerce attaccò il progetto di limitare le emissioni di CO2, accusandolo di aumentare i costi per le imprese. Idem per la nuova sanità, e per la riforma delle regole della finanza. Con 50 milioni di dollari di finanziamenti elettorali erogati a senso unico, cioè tutti ai candidati repubblicani, l´organismo confindustriale ha dato una bella spinta alla vittoria della destra nelle legislative di mid-term. E dopo la batosta di novembre Obama ha iniziato l´operazione-recupero. Un passo decisivo è stata la cooptazione di Jeffrey Immelt, il chief executive di General Electric che aveva criticato duramente la sua politica economica, e si è ritrovato a capo dei consiglieri economici esterni della Casa Bianca. Anche il nuovo capo di gabinetto di Obama, Bill Daley, venendo da una carriera di banchiere è considerato molto pro-business. Di qui la grande attesa per la visita al quartier generale del "nemico di classe". La sinistra democratica si era convinta che il presidente sarebbe andato a Canossa. Colpo di scena: insieme al ramoscello di ulivo, Obama si presenta agli industriali con un vero e proprio cahier des doléances, un elenco delle loro colpe.
«È profittevole delocalizzare in Cina, India e Brasile – dice il presidente – ma se queste tendenze inesorabili si combinano con una recessione brutale e devastante, viene scossa la fiducia del popolo americano. I cittadini vedono un divario sempre più largo di ricchezze e di opportunità, si chiedono se l´American Dream stia scivolando via». Obama considera inevitabile, e per molti aspetti positiva, la globalizzazione. Lui stesso vi contribuisce con i recenti trattati di libero scambio, ultimo quello con la Corea del Sud. Ma non accetta un capitalismo autoreferenziale, che pretende di fissarsi da solo le regole del gioco, ed erige i propri profitti quale valore assoluto per le scelte che fa. «Le imprese – scandisce il presidente – hanno anche una responsabilità verso l´America». Elenca le innumerevoli occasioni in cui il capitalismo americano ha dato prova di sconfortante miopia: «Ci furono battaglie contro le leggi sul lavoro minorile. Contro le cinture di sicurezza sulle automobili. Le compagnie farmaceutiche, quando fu creata l´authority della Food and Drugs Administration, sostennero che avrebbe ucciso l´industria dei medicinali. Non è andata proprio così. Le regole fanno bene anche a voi, come imprenditori e come cittadini». Denunciando l´arroganza dei banchieri che tornano a erogarsi superstipendi come prima della crisi, Obama cita la metafora usata da John Kennedy sull´"alta marea che alza tutti i battelli": un´immagine della crescita economica che può distribuire benefici ad ogni categoria sociale. «Oggi – conclude il presidente – troppi battelli sono rimasti indietro, impantanati nel fango».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

La segnalazione di Bankitalia su un’ipotesi di falso in bilancio rende legittimo il sequestro del ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Illimity Bank e un’affiliata di Cerberus capital management hanno perfezionato un’operazione di ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

È ancora presto per dire che quello della raccolta di denaro fresco per le banche italiane non rapp...

Oggi sulla stampa