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Obama: sgravi contro la crisi

di Daniele Roveda

«Siamo di fronte a una crisi nazionale, è ora di fermare il circo politico e fare qualcosa». Con queste parole Barack Obama ha lanciato ieri il suo atteso piano di risanamento dell'economia, si chiama American Jobs Act e il suo scopo è semplice, ha detto: dare lavoro a chi è disoccupato, mettere dei soldi in tasca a chi non ne ha.

Il pacchetto di stimoli da 447 miliardi di dollari messo sul piatto da Obama nel discorso forse più importante della sua presidenza creerà nuovi posti di lavoro nell'edilizia e nell'istruzione, e offrirà opportunità ai veterani di ritorno dalla guerra e ai disoccupati cronici. Il piano include sgravi fiscali del 50% sulle trattenute pagate allo Stato dai lavoratori e dalle aziende, una misura volta a favorire le assunzioni. Il 70% circa delle misure incluse nell'American Jobs Act riguardano sgravi fiscali, e il 30% investimenti pubblici.

Questo pacchetto di stimoli, ha aggiunto Obama, darà una scossa a un'economia asfittica, e assicurerà un aumento della domanda per le imprese che investono. Con la disoccupazione ferma al 9,1%, e almeno 6 milioni di disoccupati cronici, i consumatori americani stanno infatti risparmiando di più e spendendo di meno, riducendo la domanda e di conseguenza l'attività produttiva delle imprese, che a loro volta non assumono nuovi lavoratori. Un circolo vizioso con effetti deleteri.

Tutti i dati economici degli ultimi mesi indicano che la crescita Usa sta perdendo fiato, mentre ieri persino il governatore della Federal Reserve Ben Bernanke ha rivelato che la recessione del 2007- 2008 è stata più profonda, e la ripresa meno forte, di quanto non si pensasse. «L'attività produttiva non è ancora tornata ai livelli di prima della crisi» ha detto Bernanke in un discorso pronunciato a Minneapolis qualche ora prima del presidente.

Per Obama questa è l'ultima importante opportunità per riprendere in mano l'iniziativa politica strappatagli dai repubblicani dopo la loro vittoria nelle elezioni di midterm del novembre 2010, e aumentare così le probabilità di essere rieletto il prossimo anno. Il progetto sul lavoro di Obama costituisce probabilmente l'ultima chance di stimolare la crescita e salvare l'economia da una nuova recessione prima delle elezioni presidenziali del novembre 2012.

Ieri anche il governatore Bernanke ha avvertito il Parlamento Usa, dove prevale la linea dura di disciplina fiscale per contenere il deficit pubblico, di non varare misure di breve periodo che potrebbero danneggiare ulteriormente la salute dell'economia. La necessaria riforma fiscale dovrà prendere di mira i deficit futuri, ha detto. «Fortunatamente – ha aggiunto – questi due obbiettivi non sono incompatibili».

Per quanto riguarda la politica monetaria, la Fed ha a disposizione strumenti di politica monetaria per dare un'altra spinta all'economia (per esempio la cosiddetta Operation Twist, la vendita di titoli del Tesoro a breve e il simultaneo acquisto di titoli a lunga per far scendere i tassi di interesse a lunga) ma Bernanke ieri non ha detto se e quando li utilizzerà. Wall Street è rimasta delusa, e il Dow Jones ha chiuso ieri al ribasso di 119 punti.
 

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