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Obama promette: per l’euro faremo la nostra parte

di Mario Platero

Non avendo nulla da dire, visto che i due suoi interlocutori europei negli incontri di ieri possono far tutto tranne che decidere, Barack Obama ha usato uno stratagemma a conclusione del vertice semestrale Usa-Ue, e ha detto: «Questi incontri non sono mai necessariamente drammatici perché siamo talmente d'accordo su tutto che diventa difficile fare notizia».

La verità è che l'Europa e gli Stati Uniti continuano ad essere su posizioni talmente distanti su come si può uscire dalla crisi dell'Eurozona, da rendere inutile un esercizio anche simbolico per raggiungere dei compromessi plausibili. Anche perché mai come in questa fase della crisi europea il ruolo di Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio europeo e quello di Manuel Barroso, presidente della Commissione, ieri a Washington per gli incontri alla Casa Bianca, appaiono svuotati rispetto ai veri centri decisionali che si trovano a Berlino e Parigi. Se a Washington ci fossero stati Angela Merkel o Nicolas Sarkozy le notizie – buone o cattive – e una forte tensione, ci sarebbero state eccome.

Eppure Obama un paio di cose le ha confermate. Da una parte ha sottolineato che la crisi europea oggi può tradursi in un problema serissimo per l'economia americana, dall'altra ha detto che l'America «è pronta ad aiutare l'Europa per risolvere la crisi debitoria». Come e fino a che punto non è chiaro. Ma indiscrezioni anticipano che la Federal Reserve a fronte di uno sforzo congiunto multilaterale e di risanamenti interni, potrebbe intervenire con la Bce acquistando titoli delle tesorerie europee in maggiore difficoltà. Barroso ha invece ricordato che i problemi li ha anche l'America. E ha promesso che i leader europei usciranno dal tunnel.

Ma è chiaro che il problema è multidimensionale. Da una parte le borse europee hanno fatto benissimo. Dall'altra il mercato obbligazionario è stato travolto da illazioni, preoccupazioni, ammonimenti. L'economista Nouriel Roubini, per esempio, ritiene che la crisi è sempre più grave e oggi non basteranno 3mila miliardi di fondi salvastati per evitare il crollo dell'Eurozona.

Ma di questo si è parlato in conferneza stampa. C'è stata una domanda molto diretta a Jay Carney, il portavoce di Obama, così formulata: «Condividete l'idea secondo cui l'euro è in una posizione talmente pericolosa da poter collassare nel giro di giorni?». Quel che preoccupa è che Jay Carney, il portavoce di Obama non ha risposto no. Si è limitato a dire che l'Europa deve «far presto». «La nostra posizione – ha detto – è che l'Europa si deve muovere con decisione e fermezza ora, specialmente con i nuovi Governi in Italia, Spagna e Grecia». Poi parzialmente smentendo il suo presidente, Carney ha aggiunto: «Continuiamo a credere che questo sia un problema europeo, che gli europei hanno le risorse e la capacità per affrontare i problemi e che dovranno agire con rapidità».

Ma è proprio la mancanza di rapidità e di decisione che sta irritando sempre più Obama. Già a Cannes aveva chiesto dettagli e di «passare all'azione» per tradurre in termini molto concreti gli impegni del vertice europeo del 26 ottobre. Da Cannes si è usciti con un nulla di fatto. E lì c'erano sia Merkel che Sarkozy.

Obama ha chiesto notizie dell'accordo che si cerca di raggiungere per dare garanzie di controlli fiscali alla Germania. L'accordo è fondamentale perché darebbe la copertura di cui ha bisogno la Bce per poter intervenire. L'idea è quella di impostare nuove regole fiscali per dare copertura all'azione di Mario Draghi. Alla quale potrebbe aggiungersi quella seppur di minor peso della Fed. L'Fmi, nonostante le smentite formali di ieri del direttore Christine Lagarde, resta pronto all'intervento per concessioni di liquidità a Italia e Spagna. Ma quando si è trattato di dare una risposta sui progressi dei negoziati, Van Rompuy e Barroso hanno fatto scena muta. Anche perché le notizie d'agenzia anticipavano che sul percorso da seguire, nel contesto del Trattato o fuori dal Trattato, Merkel e Sarkozy la vedevano in modo diverso.

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