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Obama in missione per il clima

«L’ultima Obama a visitare Milano è stata Michelle, la vera star della famiglia. Molti anni fa in Toscana abbiamo trascorso una delle nostre vacanze più romantiche e prevedo che torneremo spesso». Rilassato, senza cravatta, e abbozzando un «buon pomeriggio» in italiano, Barack Obama ha parlato per oltre due ore ieri al summit Seed&Chips a Milano. Ha iniziato con un omaggio alla città e all’ex first lady che due anni fa partecipò all’Expo portandovi per prima il tema dell’alimentazione sana e sostenibile. «Grazie Milano», ha proclamato alla fine, salutato da una standing ovation di tremila persone. Non era il trascinatore di folle dello slogan Yes We Can , ma un ex presidente dai toni più riflessivi quello che — tra racconti intimi di vita dopo la Casa Bianca — ha esposto la sua missione futura: la lotta ai cambiamenti climatici e la promessa di educare la gioventù mondiale alla leadership, con l’aiuto di alleati come Matteo Renzi.

Nutrizione e ambiente«Sam Kass ha cambiato l’America», dice Obama del suo ex chef e consulente della campagna «Let’s Move» di Michelle contro l’obesità. Intervistato da Kass, Obama discute di come i cambiamenti climatici minaccino la sicurezza alimentare mondiale, col rischio di conflitti e migrazioni. «Il clima era una mia priorità da presidente, è una sfida che definirà questo secolo». Riconosce gli attacchi di Trump contro l’accordo sul clima firmato a Parigi nel 2015, ma si dice fiducioso nel settore privato, nella tecnologia e nelle scelte dei singoli Stati: «Le cose potrebbero muoversi più lentamente, ma sono sicuro che l’America continuerà ad andare nella giusta direzione». Non cita il suo successore, ma sottolinea: «Abbiamo i politici che meritiamo».

La nuova vitaNon mancano gli squarci di vita privata. «Mi piace molto stare a casa mia. Sto cercando di convincere Michelle a darmi più spazio nell’armadio, di capire come si usa la macchinetta del caffé – scherza Obama -. Sto scrivendo il mio terzo libro e mi sto dedicando al centro presidenziale a mio nome. Voglio lavorare con altri Paesi per formare la prossima generazione di attivisti in politica, nel settore umanitario, nel giornalismo». Il presidente che fece proprio lo slogan «change» sostiene di essere cambiato poco dopo otto anni alla Casa Bianca. «Si dice che il potere cambi l’anima, io sono diventato più umile. Era come vivere in una bolla, senza libertà di movimento: questo non mi manca. Ora sono prigioniero solo dei selfie, posso andare ovunque, se ne faccio uno ogni due passi».

Il sigillo della città«Ora è un vero milanese e speriamo che torni presto». Il sindaco Giuseppe Sala è emozionato quando consegna il sigillo della città all’ex presidente. La cerimonia privatissima avviene in una sala dove vengono riunite una ventina di personalità imprenditoriali e politiche. Obama è rilassato e amichevole: si ferma a scambiare una battuta con ciascuno e si presta alle foto. Ringrazia Letizia Moratti, che fa il discorso di benvenuto citando, oltre a San Patrignano, il lavoro della sua Fondazione E4Impact, impegnata in Africa. Scherza con Nerio Alessandri, patron di Tecnogym: «Stamattina ho usato le tue macchine in albergo». Rassicura Angelo Moratti, vicepresidente di Special Olympics: «Io e Michelle torneremo alle vostre iniziative». Il governatore Roberto Maroni cerca di convincerlo: «La Lombardia è più bella della Toscana». Ma bisogna lavorarci.

Viviana Mazza Elisabetta Soglio

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