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Nuovo tirocinio non retroattivo

La nuova durata del tirocinio professionale, 18 mesi, fissata dal decreto legge n. 1 del 2012, vale solo per chi lo ha iniziato dopo il 24 gennaio. Lo sottolinea il ministero della Giustizia con parere firmato dal capo dell’ufficio legislativo Augusta Iannini a fronte di un quesito presentato dal Consiglio nazionale forense. Il ministero mette in evidenza come né il decreto legge né la legge di conversione contengono disposizioni transitorie indirizzate a regolare i casi di tirocinio professionale iniziato prima dell’entrata in vigore del decreto legge. Va quindi esclusa qualsiasi possibilità di applicazione retroattiva.
A conferma, ricorda il testo del parere, basta osservare che quando il legislatore ha voluto applicare anche per il passato nuove disposizioni in materia di pratica professionale lo ha fatto espressamente con specifiche misure transitorie. E la memoria va al Dpr 101 del 1990 con il regolamento sulla disciplina della pratica forense preliminare all’ammissione all’esame di avvocato.
Senza considerare poi che l’organizzazione del tirocinio è di norma pianificata anche in funzione della sua durata complessiva, in maniera tale da permettere al tirocinante di acquisire la preparazione professionale considerata indispensabile per l’ammissione all’esame di abilitazione all’esercizio della professione. Così, se il taglio da 36 a 18 mesi della durata complessiva fosse applicabile anche ai tirocini iniziati prima dell’entrata in vigore dei nuovi termini, a venire stravolti sarebbero tutti i “vecchi” piani con conseguenze difficili da gestire.
E su questo passaggio il ministero colloca un esempio tratto proprio dalla precedente regolamentazione della pratica forense. Quest’ultima, infatti, prevedeva la possibilità di sostituire un anno di frequenza dello studio professionale con 12 mesi di un corso post-universitario. «Applicando retroattivamente – scrive l’ufficio legislativo – le nuove disposizioni sulla durata del tirocinio professionale, si dovrebbe pertanto ritenere che in questi casi l’aspirante avvocato possa essere ammesso a partecipare all’esame di abilitazione all’esercizio della professione forense avendo svolto un periodo effettivo di pratica professionale di soli 6 mesi: ciò che appare in contrasto con la complessiva disciplina del tirocinio dei praticanti avvocati».
Del resto, la riforma, operativa da inizio anno, non contiene solo misure sulla durata da rispettare, ma anche indicazioni sul concreto svolgimento del tirocinio stesso. Tanto da fare ritenere opportuna la previsione di un’applicazione solo ai tirocini avviato dalla fine di gennaio in poi. A fare propendere per una diversa versione non serve l’utilizzo del tempo presente al posto di quello futuro nella versione finale della norma.
Tutta da valutare, però, resta la situazione di quegli ordini che, nel frattempo, potrebbero anche avere deciso autonomamente di procedere al rilascio di conclusione della pratica a chi aveva già compiuto i 18 mesi di pratica in studio. Una possibilità che aprirebbe la strada a un contenzioso tutto da valutare nella sua entità e risultati.

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