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Nuovo rinvio sul vertice UniCredit

di Marco Ferrando

MILANO
La strada per la presidenza di UniCredit resta lunga e, da ieri, un po' più in salita del previsto. Nessuna rottura tra i soci, ma l'incontro tra le Fondazioni azioniste che si è tenuto ieri a Milano ha dimostrato che prima di approdare a un accordo per la composizione del cda e per il nome del successore di Dieter Rampl ci vorrà ancora del tempo.
Uscendo dalla riunione, a cui erano presenti anche Paolo Biasi (Fondazione Cariverona), Massimo Paniccia (CrTrieste), Andrea Comba e Giovanni Quaglia (Crt), Giovanni Puglisi (Bds), Gianni Borghi (Manodori) e Andrea Landi (CariModena), il presidente della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Marco Cammelli ha dichiarato che la lista delle fondazioni per il rinnovo del cda di UniCredit con all'interno il nome del presidente «sarà presentata il 16 aprile». Dunque i grandi azionisti di piazza Cordusio si prenderanno tutto il tempo a loro disposizione, visto che il termine per il deposito delle liste scade 25 giorni prima dell'assemblea dell'11 maggio.
Ieri a Milano il confronto sul nome del prossimo presidente è rimasto sullo sfondo, e «ci siamo limitati a scambiarci delle opinioni in vista delle scadenze istituzionali dei prossimi giorni», ha detto ancora Cammelli. Tuttavia il dibattito è stato a tratti acceso, soprattutto quando si è esaminata la struttura del prossimo cda e la ripartizione dei consiglieri: ormai stabilito che dai 23 posti dell'attuale consiglio si scenderà a 19, la quota per le Fondazioni passerà da 9 a 7 o al massimo 8 consiglieri (nel caso in cui venga congelata l'operatività dei soci libici); morale, le Fondazioni minori – CrTrieste, Cassamarca, Manodori e Bds, a cui fanno capo quote dallo 0,7% in giù – dovrebbero accontentarsi di uno o al massimo due rappresentanti in totale. Le Fondazioni maggiori, che già la settimana scorsa si erano riunite per formulare un'ipotesi di riassetto dell'organo di governo della banca, avrebbero proposto un meccanismo di alternanza in seno al consiglio, una soluzione che non avrebbe per ora soddisfatto tutti.
Senza accordo sul cda, non si è potuto procedere al confronto sulla shortlist per la presidenza, e dunque «non si è parlato di nomi», come ha detto il presidente della Fondazione Bds, Giovanni Puglisi. Ora le Fondazioni si dovrebbero aggiornare l'11 aprile, quando è in calendario un incontro allargato ai grandi azionisti privati, ma non è escluso che un'altra riunione possa essere convocata per la fine di questa settimana o più probabilmente per martedì prossimo.
A ridosso del termine per le liste, a quel punto sarà inevitabile parlare di presidenza. Sempre ieri, il presidente della Fondazione Crt, Andrea Comba, ha definito «bravi, bravissimi» Angelo Tantazzi, Gian Maria Gros-Pietro (entrambi disponibili) e Giuseppe Vita, considerati certi all'interno della shortlist. Discorso chiuso, invece, per un'eventuale candidatura dell'attuale vicepresidente di UniCredit, Fabrizio Palenzona, che di fronte alle nuove voci che lo indicano tra i "papabili" ha ribadito di non essere disponibile: «Ho già parlato su questo», ha detto ieri Palenzona.
Ieri a Piazza affari UniCredit ha chiuso a 3,7 euro (-1,44%).

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