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Nuovo partner per Ansaldo Energia Cdp si allea con Shanghai Electric

Ci aveva fatto un pensiero il colosso americano General Electric. L’ha corteggiata a lungo il gruppo coreano Doosan. Ma dopo un lungo periodo di avvicinamento – e una trattativa rimasta sotto traccia fin dall’estate scorsa – alla fine Ansaldo Energia trova il partner per il suo rilancio internazionale. Sempre in Asia, ma con Shanghai Electric, uno dei colossi cinesi controllati dal governo di Pechino, destinato a rilevare il 40% per cento del capitale dell’azienda italiana.
Quella che viene già definita da una fonte vicina alla trattativa – come una partnership studiata per trasformare la società genovese in uno dei leader mondiali nella realizzazione di impianti per la produzione di energia elettrica e per le nuove tecnologie che si stanno affacciando nel settore, verrà presentata stamane in grande stile da Matteo Renzi. Il presidente del Consiglio in visita ufficiale nel capoluogo ligure lancerà l’alleanza assieme agli amministratori delegati di Ansaldo, Giuseppe Zampini, nonché della Cassa depositi Prestiti, Giovanni Gorno Tempini.
Proprio per evitare che Ansaldo – anche su pressione dei dipendenti e dei politici liguri – finisse in mano ai tedeschi o ai coreani, Cdp era intervenuta tramite il Fondo Strategico Italiano rilevando la maggioranza di Ansaldo. Un’operazione che porta la data dell’ottobre scorso, quando Cassa salì all’85% delle quote, rilevando il 49% dal fondo di investimento americano First Reserve e il 36% da Finmeccanica, rimasta ancora nella società con un residuo 15%. Una operazione che ha valutato il gruppo genovese 1,4 miliardi.
I vertici di Ansaldo hanno lavorato assieme a Cdp per trovare una nuova alleanza, con un socio industriale che accettasse di restare sotto il 50% delle quote. Lo hanno trovato in Shanghai Electric. Si tratta della più “antica” società cinese del settore energia, fondata nel 1880. Dal 2005 è sbarcata alla Borsa di Hong Kong mentre dal 2010 è quotata anche a Shanghai. Negli ultimi anni si è specializzata, oltre nella produzione di turbine, trasformatori, tecnologia per la trasmissione dell’energia, nella realizzazione di componenti per l’energia eolica.
Finmeccanica ora potrà uscire di scena, vendere il rimanente 15% e fare cassa. Un introito che servirà a ridurre l’indebitamento e migliorare il suo bilancio: in seguito alla trimestrale in rosso per 12 milioni e al possibile taglio del programma degli F35, ieri il titolo ha perso in Borsa il 7,5%.
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