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Nuovo decreto sugli esodati

Il decreto ministeriale di attuazione del terzo provvedimento di salvaguardia dalla riforma previdenziale potrebbe essere pronto entro martedì prossimo. Ad affermarlo, ieri, il ministero del Lavoro Elsa Fornero, dopo che il testo ha incassato il via libera, con condizioni e osservazioni, della commissione speciale del Senato.
Il provvedimento predisposto dal ministero del Lavoro, era già stato esaminato dalla commissione speciale della Camera, con relativa scia di polemiche. Infatti appena dopo la sua trasmissione al Parlamento, i deputanti del Pd Maria Luisa Gnecchi e Cesare Damiano hanno rilevato una difformità tra il testo della legge 228/2012 che istituiva il terzo provvedimento di salvaguardia e il decreto attuativo. Il punto contestato riguarda i requisiti previsti per gli autorizzati al versamento dei contributi volontari: mentre la legge ammette la possibilità di aver ripreso a lavorare dopo l’autorizzazione, il Dm la esclude. Tale variazione, seppur a fronte del fatto che i posti disponibili per la salvaguardia rimangono invariati, ha effetti su chi può ottenere il beneficio.
Le commissioni parlamentari, nell’esprimere parere favorevole, hanno quindi posto come condizione il ripristino, nel Dm, del testo originario del comma 231 della legge 228/2012 oltre ad altre tre modifiche minori. Inoltre viene richiesto che l’Inps non si limiti a verificare l’esaurimento dei posti disponibili, ma effettui un censimento di tutte le domande presentate, così da avere un quadro definito della situazione. Nel via libera è stata introdotta anche la raccomandazione di sanare la condizioni dei lavoratori in mobilità la cui domanda di autorizzazione alla prosecuzione volontaria non è stata accolta. Per tali soggetti si auspica la possibilità di fare domanda “ora per allora” in modo di accedere alla salvaguardia secondo i requisiti richiesti dall’articolo 2, lettera d) dello stesso decreto ministeriale.
Il terzo provvedimento di salvaguardia tutela complessivamente 10.130 persone, di cui 2.560 in mobilità ordinaria o in deroga a seguito di accordi governativi o non governativi siglati entro il 31 dicembre 2011, cessati dal rapporto di lavoro entro il 30 settembre 2012 e che perfezionano i requisiti per il pensionamento entro il 31 dicembre 2014. Altri 1.590 posti sono destinati agli autorizzati al versamento volontario dei contributi previdenziali, mentre 850 posti sono per i prosecutori in attesa di concludere la mobilità. Per i lavoratori “cessati”, cioè quelli che hanno sottoscritto accordi, anche individuali di incentivo all’esodo, ci sono 5.130 posti. Gli appartenenti a queste ultime tre categorie devono maturare la decorrenza della pensione entro il trentaseiesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del decreto legge 201/2011, termine che secondo quanto indicato nel messaggio 4678/2013 dell’Inps, scatta il 6 gennaio 2015. Una volta “aggiornato” il decreto ministeriale dovrà essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale prima di diventare operativo.

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