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Nuovo BTp Italia al via: vicino il traguardo dei 100 miliardi di titoli

Mancano 5,56 miliardi di euro al traguardo dei 100 miliardi di euro di titoli in circolazione. Un traguardo alla portata del BTp Italia in offerta da oggi, il primo con scadenza a otto anni, ma anche il primo venduto in un contesto di rendimenti ai minimi storici e di rischio di deflazione. Il BTp Italia, l’unico titolo di Stato indicizzato all’inflazione italiana e l’unico emesso alla pari e con paracadute contro la deflazione, dovrebbe avere comunque tutte le carte per piacere ancora, all’investitore privato e all’istituzionale, in Italia e all’estero.
Più di un motivo lo rende interessante: la lunghezza extra, abbinata allo spread del rischio-Italia, consente di offrire un tasso più elevato rispetto ad altri in circolazione, soprattutto a confronto con i Paesi core dell’Eurozona alle prese con il dilagare dei rendimenti negativi. Inoltre proprio la novità della durata degli otto anni aumenta l’arco temporale del sottoscrittore per posizionarsi, in anticipo (e a costi attualmente convenienti), a essere pronto nel momento in cui l’inflazione dovesse ripartire.
Il tasso cedolare (reale) annuo minimo garantito del nuovo BTp Italia scadenza 20 aprile 2023, comunicato ieri dal Tesoro, è risultato pari allo 0,50%, decisamente basso rispetto al passato. Anche se il tasso cedolare (reale) annuo definitivo (fissato al termine del periodo di raccolta degli ordini di acquisto) dovesse essere ritoccato all’insù per questo BTp Italia, resterà comunque molto lontano dai livelli delle emissioni precedenti, che toccarono il picco del 3,35% del giugno 2012, per poi assestarsi poco sopra il 2% nel 2013 e tra l’1,65% e l’1,25% nel 2014.
Ma questi non sono di certo tempi di alti rendimenti, nè di elevato spread del rischio-Italia: il quantitative easing avviato dalla Bce sta schiacciando i tassi ovunque, anche nel comparto dei titoli di Stato indicizzati all’inflazione.
A questo proposito, il BTp Italia – pur essendo nato per rimpinguare il portafoglio dei bond del piccolo risparmiatore – potrebbe finire nel bilancio della Bce o della Banca d’Italia. Il BTp Italia è infatti “eligible”, ovvero acquistabile dalla Bce nell’ambito delquantitative easing esteso dallo scorso 9 marzo ai titoli di Stato con vita residua compresa tra due e trent’anni.
Resta da vedere quale sarà la domanda degli investitori privati e degli investitori istituzionali per questa nuova emissione che potrebbe essere l’unica per il BTp Italia quest’anno: nelle linee guida della gestione del debito pubblico, il Tesoro ha annunciato che «nel corso del 2015, si intende riproporre il BTp Italia agli investitori retail con almeno un collocamento”, dunque sicuramente uno, ma non è certo se due, come nel 2013 e 2014, o tre, come nel 2012.
La corsa al BTp Italia, come ci tiene sempre a ricordare la responsabile del debito pubblico, Maria Cannata (si veda l’intervista a fianco), non è aperta a tutti alle stesse condizioni. Solo le persone fisiche, cioè gli investitori privati, possono star certi di acquistare l’importo richiesto (non i ritardatari nel caso di una chiusura anticipata). Per loro, l’emissione è “a rubinetto”, cioè la domanda retail viene soddisfatta integralmente. Gli investitori istituzionali, per contro, sono soggetti al riparto nel caso in cui gli ordini dovessero essere ritenuti eccessivi da parte del Tesoro. Nel novembre 2013 e nell’aprile 2014, quando le emissioni del BTp Italia superarono i 20 miliardi, i due collocamenti vennero considerati come di gran successo per le casse dello Stato. Tuttavia quando questi titoli andranno in scadenza, il Tesoro dovrà affrontare due date con elevatissimi rimborsi: nella pianificazione e nella gestione del debito pubblico, anche a questo si guarda e con prudenza.
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