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Nuovo botta e risposta tra Cir e Fininvest, sul «Lodo Mondadori»

La “Battaglia di Segrate”, tra Carlo De Benedetti e Silvio Berlusconi, è infinita. Quando sembrava che la guerra legale sulla casa editrice Mondadori avesse finalmente trovato il suo epilogo la scorsa estate, dopo 20 lughissimi anni di processi (penali e civili), ecco che arriva un «Lodo-Bis». Dopo aver ottenuto un maxi-risarcimento da 494 milioni di euro, con una sentenza della Cassazione, Cir (la holding di famiglia, guidata da Rodolfo), come rivelato da un’anticipazione del Corriere della Sera, ha fatto una seconda causa civile, per danni non patrimoniali. E chiede altri 30 milioni. Fininvest non ha fatto in tempo a fare cassa vendendo un pacchetto del 5% di Mediolanum (operazione perfezionata proprio ieri con un incasso di 253 milioni di euro), che si vede cadere una nuova tegola. Tegola che la potrebbe costringere a sborsare altre decine di milioni.
La holding della famiglia Berlusconi diventa una sorta di Bancomat dell’arci-nemico De Benedetti? Il copyright è di Marina Berlusconi, presidente di Fininvest. In un durissima, anche se non priva di ironia, dichiarazione affidata alla stampa, la primogenita dell’ex premier ha notato come «L’ingegner De Benedetti e la Cir ci hanno preso gusto». Contando, a suo dire, «su una giustizia ingiusta, considerano ormai la Fininvest come un gigantesco bancomat, dal quale prelevare secondo necessità». Per la manager non è bastato «l’esproprio da 494 milioni che ci è stato inflitto per un danno mai subito da De Benedetti nella vicenda Lodo Mondadori». La Cir ora torna alla carica chiedendo a Fininvest altri 32 milioni di euro, che rivalutati ammontano a quasi un centinaio. E «il modo in cui si arriva a motivare e a quantificare questo inesistente danno lascia ancor di più sconcertati». In Fininvest si chiedono come sia possibile «lamentare uno “smacco imprenditoriale” ingiustamente subito quando lo stesso De Benedetti della spartizione Mondadori si disse soddisfattissimo, e a ragion veduta, avendone tratto solo vantaggi?»
Scontro verbale a parte, è il mercato che per ora sembra non credere molto alla nuova causa: ieri Cir è scesa pesantement in Borsa (-3,59%), molto peggio del mercato. In realtà non si tratta di un vero e proprio nuovo capitolo nella saga del «Lodo Mondadori» o di una mossa totalmente inaspettata. Quanto piuttosto di un addentellato. A molti era sfuggito che nella sentenza della Cassazione che ha messo la parola fine sulla vicenda, i giudici rinviavano a un ulteriore processo per la parte non patrimoniale del danno. La Cir, in sostanza, si è dunque limitata a dare seguito alla sentenza. Se non l’avesse fatto, il management avrebbe potuto essere accusato dai soci di minoranza di non aver fatto gli interessi dell’azienda.

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