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Nuovo bond di Volkswagen, si guarda al piano-shopping

Volkswagen lancia un prestito obbligazionario convertendo da 2,5 miliardi per rafforzare la base di capitale, e il mercato scommette su prossime acquisizioni da parte della casa di Wolfsburg.
Ecco i dettagli dell’operazione: il prestito obbligazionario da 2,5 miliardi di euro prevede alla scadenza, fissata nel 2015, l’obbligo di conversione in azioni privilegiate senza diritto di voto. Le obbligazioni avranno una cedola annua del 5,5%; con prezzo minimo fissato a 154,5 euro e prezzo massimo a 185,40 euro, dunque con un premio massimo di conversione del 20%. A Francoforte il collocamento ha avuto l’effetto di far scivolare le azioni privilegiate Vw fino al 3,5%, ma un recupero nel finale ha riportato la flessione al di sotto dell’1 per cento. Il prestito Vw è il primo di questo tipo sul mercato europeo da quello proposto ad Adecco nel 2009; è stato sottoscritto «sostanzialmente più dell’offerta» e ha destato – secondo gli operatori – un considerevole interesse anche sul mercato Usa, dove le azioni Vw non sono quotate.
L’azienda ha spiegato l’operazione con l’esigenza di «rafforzare il capitale, alla luce delle recenti acquisizioni, e realizzare il programma di investimenti e la strategia di crescita». La divisione auto di Vw ha visto la liquidità netta calare a 9,2 miliardi a fine settembre contro i 17 miliardi di fine 2011, principalmente per effetto delle acquisizioni della quota residua Porsche (4,5 miliardi) e Ducati (700 milioni); nella conference call dello scorso 24 ottobre il direttore finanziario Hans-Dieter Poetsch aveva detto che il gruppo tedesco punta a mantenere la liquidità al di sopra della soglia dei 10 miliardi di euro.
Vw è però in realtà in grado di raggiungere tale soglia in pochi mesi con la liquidità generata dal business. Per questo secondo qualche analista il gruppo vuole in realtà mettere fieno in cascina per acquisizioni: potrebbe puntare a incrementare le proprie quote di controllo in Scania (+1,3% a Stoccolma) e Man (+3,2% a Francoforte) o addirittura puntare a nuove operazioni. Tra gli obiettivi citati vi sono la Navistar International negli Usa, nel settore dei veicoli industriali, oppure – scrive Max Warburton, della Bernstein – Alfa Romeo o Ferrari dal gruppo Fiat in Italia. Le mire di Vw su queste ultime (in particolare la prima) sono note, anche se negli ultimi tempi il gruppo tedesco non ha rilanciato le avances più volte respinte dal Lingotto. Ieri il titolo Fiat ha guadagnato il 3% a 3,76 euro (miglior titolo dell’indice) dopo i forti ribassi seguiti all’annuncio dei risultati trimestrali e del nuovo piano 2012-2014, lo scorso 30 ottobre.
Il rapporto tra Fiat e Volkswagen, che nei mesi scorsi ha visto – caso Alfa Romeo a parte – più di una polemica, è tornato ieri alla ribalta per un caso «politico»: il sindaco di Firenze Matteo Renzi, candidato alle primarie del PD, nel rilanciare la polemica sui licenziamenti a Pomigliano ha detto: «Io ho una Volkswagen».
Tornando ai possibili impieghi del prestito convertibile, la raccolta fondi di Vw, realizzata a un prezzo conveniente (meno del 4% considerando la detraibilità degli interessi) permetterà al gruppo di proseguire nell’ambizioso programma di investimenti mantenendo al tempo stesso il rating A3 di Moody’s.

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