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Nuovi minimi, una mini-stangata

di Alessandro Felicioni 

Alla fine, anche dal nuovo regime dei super minimi verrà fuori una (mini) stangata per i contribuenti; a fronte della riduzione dell'aliquota ridotta al 5%, infatti, la stretta sulla platea dei beneficiari finirà per buttar fuori dal regime agevolato il 96% dei contribuenti che ora ne godono, con un risultato netto complessivo di circa 100 milioni di euro di recupero per l'erario.

Così anche una delle poche misure della manovra salutata con favore fin dall'inizio, cela, a una più attenta lettura, un risvolto negativo destinato a tutti coloro che dovranno essere accompagnati fuori dal regime dei minimi a decorrere dal 1° gennaio prossimo.

L'articolo 27 del dl n. 98 del 2011 convertito in legge 111/2011 dispone che, a partire dal 1° gennaio 2012, il regime di cui all'articolo 1, commi da 96 a 117 della legge 24 dicembre 2007, n. 244 si applica, per il periodo d'imposta in cui l'attività è iniziata e per i quattro successivi, esclusivamente alle persone fisiche che intraprendono un'attività d'impresa, arte o professione e a quelle che l'hanno intrapresa successivamente al 31 dicembre 2007. A partire dal 1° gennaio 2012 l'imposta sostitutiva dell'imposta sui redditi e delle addizionali regionali e comunali prevista dal comma 105 dell'articolo 1 della legge n. 244 del 24 dicembre 2007 è ridotta al 5%.

In sede di conversione in legge è stato (ri)esplicitato il limite dei 35 anni per accedere al regime che connota l'agevolazione come diretta alle nuove iniziative produttive; si prevede, infatti che la disciplina sia applicabile anche oltre il quarto periodo di imposta successivo a quello di inizio dell'attività ma non oltre il periodo di imposta di compimento del trentacinquesimo anno di età. In questo modo l'agevolazione, pur mantenendo un carattere di temporaneità, risulta applicabile per un maggior periodo di tempo a favore di soggetti di giovane età.

Non bisogna infatti dimenticare che, mentre la precedente agevolazione era di natura permanente (in presenza dei requisiti previsti) questa ha una durata massima di quattro anni (o fino al 35 anno di età).

Come noto l'articolo 1, commi da 96 a 117, della Finanziaria per il 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244) aveva introdotto un regime agevolato per le persone fisiche che svolgono attività artistica, professionale o di impresa in dimensioni ridotte (ricavi o compensi non superiori a 30 mila euro nell'anno precedente). Il regime in questione prevede(va), oltre a semplificazioni contabili, l'applicazione di un'imposta sostitutiva delle imposte sul reddito e delle addizionali regionali e comunali nella misura del 20%, l'esclusione dall'Iva e l'esenzione dall'Irap.

La disposizione introdotta con la manovra permette di continuare a fruire del regime agevolato fino a quando permangano i requisiti soggettivi di applicazione ovvero fino quando il contribuente non opti per il regime ordinario.

La novità riguarda invece la limitazione, a partire dal 1° gennaio 2012, dell'ambito soggettivo di applicazione del regime che sarà destinato solo a coloro che intraprendono una nuova attività d'impresa, arte o professione o che l'hanno intrapresa successivamente al 31 dicembre 2007. Per questi ultimi, che hanno iniziato la propria attività solo successivamente all'introduzione del regime dei minimi, l'applicazione del nuovo regime, a decorrere dal 1° gennaio 2012, non potrà eccedere il periodo d'imposta in corso al 2015, nel caso in cui abbiano iniziato l'attività nel 2011.

Viene previsto per i soggetti che dal 1° gennaio 2012 fuoriescono dal regime agevolato dei contribuenti minimi, l'accesso, non subordinato a un'opzione, a un regime contabile semplificato.

Il regime contabile semplificato si applica anche a tutti coloro che, pur avendo i requisiti soggettivi per accedere al regime dei minimi, non hanno intrapreso una nuova attività. Ai soggetti che applicano il regime contabile semplificato l'unica esenzione che resta è quella Irap; le altre imposte, invece, Irpef, addizionali ed Iva, dovranno essere applicate ordinariamente.

È la relazione tecnica a specificare che l'impatto finanziario della misura è positivo per l'erario. Ciò perché tutti coloro che pur avendo oggi i requisiti per accedere all'attuale regime dei minimi non saranno idonei, dal 2012, torneranno a versare le imposte dirette e l'Iva in misura ordinaria, fruendo solo dell'esenzione dall'Irap. Ebbene applicando ai soggetti che oggi sono ricompresi nel regime dei minimi i nuovi criteri, risulta che solo il 4% dei soggetti può continuare ad applicare il regime in oggetto, mentre il restante 96% ne rimarrebbe escluso.

La relazione tecnica quantifica numericamente tale situazione prevedendo un maggior gettito da Irpef, addizionali regionali e comunali e Iva relativamente a tali soggetti e tenendo conto del minor gettito derivante dalla perdita (per chi fuoriesce) o dalla riduzione dell'imposta sostitutiva (per chi resta). Ebbene il risultato complessivo è un gettito aggiuntivo di circa 100 milioni di euro.

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