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Nuovi minimi, studi di settore off

di Andrea Bongi 

Nel nuovo regime degli ex contribuenti minimi studi di settore di fatto inapplicabili. Le ridotte dimensioni e le caratteristiche di questi soggetti renderanno infatti impossibile per le variabili di Gerico misurare correttamente tali attività economiche che di fatto possono considerarsi dei veri e propri contribuenti marginali.

Potrebbe dunque rivelarsi un vero e proprio boomerang la mancata esclusione dagli studi di settore per il nuovo regime contabile semplificato destinato ad accogliere, dal 1° gennaio 2012, la quasi totalità degli attuali contribuenti minimi.

Oltre al ritorno nel regime impositivo Iva l'applicazione degli studi di settore agli ex minimi che approderanno nel nuovo regime semplificato disciplinato dai commi da 3 a 5 dell'articolo 27 della manovra correttiva (dl 98/2011 convertito nella legge n. 111/2011) costituisce una delle principali problematiche che tali soggetti dovranno affrontare.

La mancata esenzione dai calcoli di Gerico appare in effetti una vera e propria svista del legislatore. Chi approderà al nuovo regime sia per transito quale ex minimo sia per l'avvio di una nuova attività dal 1° gennaio 2012 non avente le caratteristiche indicate nei commi 1 e 2 dell'articolo 27 della manovra correttiva, sarà infatti un contribuente che sia dal punto di vista oggettivo sia soggettivo possiede tutti i requisiti previsti dalla legge n. 244/2007. Stando così le cose non si riesce dunque a capire perché lo stesso soggetto fosse prima esente dagli studi di settore proprio a causa della sua marginalità economica mentre adesso, pur non essendo variate tali condizioni di non normalità nello svolgimento dell'attività d'impresa o di lavoro autonomo, gli studi di settore si renderanno di nuovo applicabili. Il problema non risiede dunque tanto nel soggetto e nella sua attività economica o professionale svolta quanto nei meccanismi di costruzione degli stessi studi di settore che non sono in grado di cogliere le situazioni non normali di svolgimento dell'attività di tali soggetti. La mancata esclusione dagli studi di settore per il nuovo regime degli ex minimi appare dunque poco comprensibile. Ma vi è di più. L'applicazione degli studi di settore con la conseguente possibilità di adeguamento dei ricavi o compensi dichiarati con quelli stimati dal contribuente potrebbe, essa stessa, diventare causa di fuoriuscita dal nuovo regime. Ciò avverrebbe ogni qual volta per effetto dell'adeguamento a Gerico si superasse il limite dei 30 mila euro previsto per la permanenza nel regime contabile semplificato. Si tratterebbe di un effetto assurdo. Il contribuente verrebbe infatti penalizzato con la fuoriuscita dal regime proprio per avere tenuto un comportamento fiscalmente corretto adeguandosi agli scostamenti misurati dal software che elabora gli studi di settore.

Si tratta di un problema da non sottovalutare che potrebbe essere risolto in sede di stesura dei provvedimenti attuativi chiarendo che i maggiori ricavi o compensi indicati a seguito di adeguamento allo studio di settore non rilevano ai fini della permanenza nel regime.

Se ciò non fosse i contribuenti che entreranno a far parte del nuovo regime degli ex minimi potranno comunque, a parere di chi scrive, evitare l'adeguamento alle risultanze degli studi segnalando nel campo annotazioni del modello dati la loro condizione di contribuenti marginali.

Così facendo il contribuente segnalerebbe infatti al fisco le condizioni di ex minimo nelle quali svolge la sua attività d'impresa o di lavoro autonomo che sono ben lungi dall'essere quelle normali di svolgimento dell'attività sulla base delle quali le variabili di Gerico sono state costruite.

Delle due l'una. O l'effetto studi di settore verrà mitigato in sede di provvedimenti attuativi del nuovo regime oppure per questi contribuenti ex minimali dovrà scattare un meccanismo di autodifesa tipo quello sopra esaminato. Del resto è veramente difficile pensare a una corte di merito che dichiari valido un accertamento da studi di settore effettuato nei confronti di un contribuente in possesso dei requisiti per la permanenza nel regime degli attuali contribuenti minimi.

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