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Nuovi conti correnti: con queste banche rendimenti fino al 3%

di Alessandra Puato

 

La settimana scorsa l’Abi, convocata dal Garante dei prezzi, Roberto Sambuco, ha raccomandato alle banche di offrire almeno un conto corrente dove il cliente non debba pagare per ritirare il proprio denaro allo sportello. È un segnale di apertura, da parte dell’associazione bancaria presieduta da Giuseppe Mussari, dopo le proteste dei consumatori per una spesa che, come scritto dal Corriere della Sera , può toccare i 3 euro. Fra banche e correntisti resta, però, una spina, oltre ai costi: i rendimenti. Perdite e guadagni A fronte di una spesa annua intorno ai 190 euro (156 euro l’Indicatore sintetico di costo per il profilo «famiglie con operatività media» , dato Patti-Chiari al 2010; vanno aggiunti i 34,20 euro di bollo), un conto corrente per famiglie rende ormai in media solo lo 0,06%lordo (dato al febbraio 2011 elaborato da Corriere Economia sulle principali otto banche più le Poste). Tolta l’imposta del 27%, scende allo 0,04%. Roba da non comperarci un caffè. Come dire che, orientativamente, mille euro depositati in banca rendono 40 centesimi. E che, per guadagnare un euro (tolte le spese), bisogna lasciarne sul conto 319 mila. Ci sono, però, anche i conti correnti ad alto rendimento: fino al 3%. Stanno aumentando. L’ultima campagna è di Credem, partita la scorsa settimana; si aggiunge a quelle di Webank, Ing, Bpm, Barclays, Poste. Effetto tassi in salita, dopo l’annuncio di Jean-Claude Trichet, presidente della Bce, di un probabile aumento del saggio di sconto (ora meno sicuro, però, con la crisi del Giappone)? Forse, ma non solo: soprattutto, necessità di trattenere la clientela, mettendo in cascina risorse finanziarie. Abbiamo individuato 13 conti correnti con tassi superiori allo 0,50%(vedi tabella). La media è del 2%lordo, cioè l’ 1,46%netto. Il costo medio annuo per le famiglie con operatività media, in questi 13 conti, è di 50 euro. Vuole dire che per guadagnare un euro, pagate le spese e gli interessi, bisogna lasciarne sul conto 2.550 per 12 mesi. Non è molto, certo. Diciamo che è una piccola consolazione. I dati sono stati raccolti con l’Osservatorio Finanziario, istituto di monitoraggio dei servizi bancari diretto da Francesca Tedeschi, che li ha selezionati fra i 50 conti di 35 banche; e sui fogli informativi. «Si può capire dal fuoco di fila delle offerte che le persone sono attratte oggi dal rendimento, sia libero sia vincolato — dice Tedeschi —. Ma il tasso è buono soltanto se copre le spese del conto» . Sono stati dunque inclusi nella classifica tutti i tipi di conto corrente (tranne quelli, particolari, di Mediolanum, Fideuram e Ugf, vedi pagina a fianco) dal rendimento elevato: sei sono di banche con gli sportelli (Credem, Barclays, Banco Desio, Bpm, Creval, CheBanca!) e sette online (Websella. it, Conto corrente Arancio, BancoPosta Click, l’impertinente Conto Fico di Banca Etruria, Webank, Fineco e IwBank). Cinque di questi, inoltre, rendono tanto solo se il denaro è tenuto fermo per un periodo, o vincolato a un conto di deposito (Webank, CheBanca!, IwBank, Ing, Websella): sono un polmone finanziario, da usare con intelligenza per parcheggiare la liquidità in eccesso (prelevando si perderà il super-rendimento). Chi offre quanto Ebbene, in testa alla classifica, con il 3%lordo (2,19%netto) oggi sono in tre: la risanata Barclays Bank di Robert Diamond Junior con il conto Barclays 3%Plus, lanciato il 23 febbraio; il Credem della famiglia Maramotti (Max Mara) con Nonsolotre (ma occhio, dà il 3%solo per giacenze fra 15 mila e 75 mila euro); e la Webank del gruppo Popolare Milano, con il conto corrente omonimo (vincolo di giacenza per un anno, altrimenti 1,1%). Seguono, con il 2,5%lordo, conti correnti di CheBanca!, gruppo Mediobanca (denaro vincolato per 12 mesi, sul conto di deposito); Banca Sella con Websella. it (2,50%se si ferma il denaro per un anno, altrimenti 0,50%); e, per i nuovi clienti, l’aretina Banca Etruria presieduta da Giuseppe Fornasari. A ruota c’è l’olandese Ing con il Conto corrente Arancio al 2,40%(vincolo per 12 mesi, legato al Conto Arancio, conto di solo deposito). In coda con lo 0,50%è il Credito Valtellinese di Giovanni De Censi (conto Armonia Silver). Le scadenze Attenzione, controllate sempre le scadenze e la durata. Le offerte sui tassi sono, in genere, in promozione. Quella sul Conto corrente Arancio, per esempio, scade il 26 marzo, Webank l’ 8 aprile e il 29 aprile il conto Unduetre della Popolare di Milano, nono in classifica con 2,02%lordo. La tendenza, comunque, sembra quella di proseguire. «Non abbiamo ancora deciso se rinnovare — dice Ing Direct Italia, 1,2 milioni di clienti dichiarati e 80 mila conti correnti — ma l’orientamento continuare fino a inizio aprile con questo tasso al 2,40%e poi mantenere, comunque, il vantaggio di rendimento a 12 mesi per chi attiva sia il conto corrente sia il conto deposito, perché l’obiettivo è aumentare i correntisti» . «L’idea è continuare a offrire un alto rendimento» , dice Webank, il cui tasso è legato all’Euribor. Lo stesso per IwBank, che offre l’ 1%a chi sposta il denaro sul conto IwPower (senza vincoli) e potrebbe salire all’ 1,25%se la Bce alza i tassi. Gli obiettivi BancoPosta ha appena prorogato per tutto il 2011 il 2%del suo conto online Click e sta valutando il rinnovo anche Barclays, che dà il 3%massimo (minimo 2,015%, senza vincoli) fino al 31 marzo 2012, con la possibilità di estendere il tasso fino al 2013 «legandosi» alla banca, per esempio accreditando lo stipendio o domiciliando il gas. «Il conto sta andando meglio delle aspettative, viaggiamo 4-500 clienti al giorno» , dice Pietro D’Anzi, general manager retail di Barclays Italia. Non è un costo dare il 3%, per una banca così piccola? «Certo che lo è» dice D’Anzi. E si misura in milioni. Ma se l’obiettivo è, come pare per Barclays, toccare i 100 mila clienti (oggi si stima siano circa 45 mila, con giacenza media sopra i 25 mila euro), per una banca che guadagna sull’intermediazione di prodotti finanziari, deve valerne la pena.

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