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Nuovi benchmark, la Bce lancia l’indice a scadenza

Arriva anche il tasso €Str «a scadenza». A partire dal prossimo 15 aprile la Banca centrale europea (Bce) inizierà a pubblicare una serie di indici atti a ricostruire i valori per differenti durate dell’indice overnight che ha rimpiazzato il «vecchio» Eonia. Si aggiunge quindi un ulteriore tassello al mosaico della vasta riforma dei parametri del mercato monetario, avviata ormai quasi 5 anni fa con la Benchmark regulation (Bmr) e che dovrebbe concludersi entro fine anno.

Sotto l’aspetto tecnico la Bce pubblicherà ogni giorno lavorativo alle ore 9,15 i tassi medi di €Str per scadenze pari a 1 settimana, 1 mese, 3 mesi, 6 mesi e 12 mesi, oltre a un indice composito che consentirà a sua volta la determinazione di tassi per qualsiasi durata non standard. La decisione nasce dall’impulso dato dagli stessi operatori di mercato, che hanno risposto alla recente consultazione pubblica sulla struttura dei tassi e dell’indice manifestando la necessità di far riferimento a una serie composita per le diverse scadenze basata su €Str e resa nota da un’autorità di fiducia.

La pubblicazione, che avverrà attraverso la piattaforma Mid (Market Information Dissemination) e tramite lo Statistical Data Warehouse (Sdw) della stessa Bce, ha infatti essenzialmente due obiettivi. Il primo è appunto fornire una fonte «affidabile» per i valori dei tassi €Str il cui uso più ampio in qualità di tassi quasi privi di rischio (risk-free rate, Rfr) viene incoraggiato e sostenuto, sulla base delle raccomandazioni del Financial Stability Board. In secondo luogo lo stesso tasso, sempre in linea con il già ricordato regolamento sui benchmark Ue, potrà essere utilizzato nelle disposizioni contrattuali di ripiego (il cosiddetto fallback) dagli utenti del Libor in euro e dell’Euribor che sono tenuti a predisporre piani di emergenza nel caso di uno scenario in cui questi tassi cessino di esistere.

L’operazione della Bce segue idealmente l’annuncio ufficiale dato due settimane fa dall’autorità di controllo britannica Fca di cessare dal 31 dicembre 2021 la fornitura dei dati relativi ai tassi Libor in sterlina, euro, franco svizzero e yen giapponese (con la proroga per ulteriori 18 mesi fino al giugno 2023 del Libor in dollari Usa). I «vecchi» benchmark che andranno in pensione saranno gradualmente sostituti da Sofr, Sonia, Saron, Tonar e appunto €Str per l’Eurozona, i cui valori ufficiali trovano spazio a partire dal 16 marzo nella sezione «Indici&Numeri» de Il Sole 24 Ore.

La fase di transizione si preannuncia piuttosto complessa soprattutto nei Paesi dove prevale l’utilizzo dei Libor adesso «fuorilegge», Gran Bretagna e Stati Uniti in primis. Ma non è da sottovalutare neanche in area euro, dove alle banche e agli altri intermediari finanziari interessati non resta poi più molto tempo a disposizione per attivarsi e far fronte ai cambiamenti ormai definitivi.

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