Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Nuovi avvisi con sorpresa

di Duilio Liburdi  

Dal prossimo 1° luglio 2011 scatta l'intreccio tra avvisi di accertamento esecutivi e blocco delle compensazioni: per i primi diverrà fondamentale l'ottenimento della sospensione al fine di non incorrere anche nell'altra misura che limita l'utilizzo dei crediti erariali in caso di debiti superiori a 1.500 euro. Un quadro complessivo delineato dalla manovra estiva che rischia di essere estremamente penalizzante anche nel caso di pretese che si rivelano poi infondate e che possono ostacolare l'adempimento dei debiti correnti. Fondamentale, in questo quadro, sarà il possibile accesso alla sospensione dell'esecutività degli atti che, in ogni caso, potrebbe non proteggere in modo assoluto dalle sanzioni per le compensazioni già effettuate.

Le norme di riferimento e le indicazioni dell'agenzia delle entrate. Sono gli articoli 29 e 31 della manovra estiva a delineare il nuovo quadro di accertamento e riscossione delle imposte al via dal prossimo 1° luglio 2011 con riferimento agli avvisi di accertamento notificati da questa data e riferiti ai periodi di imposta in corso al 31 dicembre 2007 e successivi. In sintesi, il quadro che si va delineando è questo:

– la notifica di un avviso di accertamento ai fini delle imposte sui redditi, Iva ed Irap non dovrà essere seguito dalla cartella di pagamento e le somme dovute devono essere versate entro i termini di proposizione del ricorso. Decorsi sessanta giorni dalla notifica dell'atto lo stesso diviene esecutivo;

– anche in caso di proposizione del ricorso, è dovuta la metà dell'imposta accertata secondo quanto previsto dall'articolo 15 del dpr n. 602 del 1973;

– laddove non venga pagata l'imposta (in caso di ricorso), il debito diviene definitivo cosicché in presenza di crediti erariali, la compensazione ai sensi delle disposizioni di cui all'articolo 17 del dlgs 241 del 1997 è limitata nell'ipotesi in cui il debito sia superiore a 1.500 euro;

– il pagamento di metà dell'imposta (ovvero delle intere somme) può comunque avvenire mediante compensazione prima che il debito divenga definitivo. Di fatto, dunque, per non incorrere nel blocco delle compensazioni ovvero per non utilizzare, almeno temporaneamente crediti erariali per il pagamento dei debiti, divengono fondamentali gli istituti deflattivi quali l'accertamento con adesione ovvero la richiesta di sospensione degli effetti dell'atto. È evidente come, in assenza di notifica della cartella esattoriale, e dunque in mancanza di una iscrizione a ruolo, la richiesta di sospensione interesserà l'avviso di accertamento.

L'istanza di sospensione. Di fatto, le possibilità di ottenere la sospensione è legata a due momenti : quello di richiesta alla commissione tributaria nell'ambito delle previsioni di cui all'articolo 47 del dlgs n. 546 del 1992 nonché quello amministrativo regolato dall'articolo 39 del dpr n. 602 del 1973. Come precisato dall'agenzia delle entrate nella circolare n. 4 del 2011, la sospensione degli effetti dell'atto, dopo la proposizione del ricorso, potrà essere richiesta anche agli uffici dell'amministrazione finanziaria. Il punto centrale è proprio questo e cioè i requisiti che devono essere valutati dagli uffici ai fini della concessione della sospensione degli effetti dell'atto considerando sia i tempi delle commissioni tributarie sia il fatto che, in caso di avallo alla richiesta del contribuente, potrà essere effettuata la compensazione senza incorrere nel vincolo previsto dall'articolo 31 del dl 78 del 2010. Ciò almeno sino a quando non si avrà la definizione della controversia e la sanzione prevista dalla norma potrebbe essere irrogata nel caso di chiusura della controversia a favore dell'erario. Sul punto, va ricordato come la risoluzione n. 21 del 2007 ha di fatto precisato che l'esame delle richieste di sospensione da parte degli uffici rientra, in generale, nel più ampio potere che gli uffici hanno di esercitare l'istituto dell'autotutela. La risoluzione afferma come «Il potere di sospendere l'efficacia dell'atto è, però, strumentale a quello di annullamento e dunque prima di accordare la sospensione della riscossione, che deve essere richiesta nell'ambito della procedura di autotutela, gli uffici sono tenuti a valutare le concrete possibilità che l'atto che ha dato origine all'iscrizione al ruolo sia revocato o annullato in via amministrativa o contenziosa (valutazione del cosiddetto fumus boni juris )». Sono dunque i medesimi requisiti richiesti dalla norma sul contenzioso e, di fatto, indicherebbero l'esistenza di elementi in base ai quali l'avviso di accertamento non avrebbe dovuto essere nemmeno emanato liberando il contribuente da una serie di problematiche non solo legate all'avviso di accertamento ma, come visto, anche di compensazione dei crediti erariali.



 

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

La segnalazione di Bankitalia su un’ipotesi di falso in bilancio rende legittimo il sequestro del ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Illimity Bank e un’affiliata di Cerberus capital management hanno perfezionato un’operazione di ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

È ancora presto per dire che quello della raccolta di denaro fresco per le banche italiane non rapp...

Oggi sulla stampa