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Nuove tasse per i Recovery bond

Quattro prelievi «fiscali» dell’Unione europea per finanziare il Recovery plan. Quattro nuove «tassazioni» dal gettito complessivo stimato in 22 mld di euro l’anno (circa il 12% del totale delle entrate del bilancio Ue), che hanno l’obiettivo dichiarato di incrementare dello 0,6% le entrate dirette dell’Unione – note come risorse proprie – per far fronte a tutte le passività derivanti dall’emissione dei cosiddetti Recovery bond (interessi ed eventuali, seppur remote, inadempienze dei singoli stati). Il tutto fino al 31 dicembre 2058. È quanto mette in conto la commissione europea per ottemperare agli impegni finanziari conseguenti al varo del Piano di ripresa e resilienza post Covid-19, contenuto nel pacchetto Next Generation EU. Bruxelles prenderà a prestito dal mercato fino a 750 mld di euro, gran parte dei quali nel periodo 2020/24. Così, una decisione del Consiglio Ue (n. 2020/2053 del 14 dicembre 2020, sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea L 424 del 15/12/2020), ha disposto un incremento straordinario e temporaneo dei massimali di gettito Ue per far fronte alle conseguenze della crisi da coronavirus. Questo aumento è dello 0,6% e vale sia per il totale dei prelievi fiscali diretti dell’Unione (limite oggi pari all’1,4% della somma del Reddito nazionale lordo di tutti gli stati membri), sia per il totale delle contribuzioni che i singoli stati versano ogni anno al bilancio Ue (massimale ora non superiore all’1,46% della somma dell’Rnl di tutti gli stati). 
Ma in che cosa consistono i nuovi prelievi? In sintesi: un’aliquota del 3% applicata alla nuova base imponibile consolidata comune per l’imposta sulle società; una quota del 20% dei proventi delle aste del sistema Ue di scambio delle quote di emissioni; un contributo nazionale basato sulla quantità di rifiuti di imballaggi di plastica non riciclati. A tutto ciò si affiancherà una riforma delle attuali entrate, che manterrà i dazi doganali come gettito diretto, ma ridurrà dal 20 al 10% la percentuale che gli stati trattengono a titolo di «spese di riscossione». E semplificherà l’Iva.

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