Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Nuove tabelle sugli stupefacenti

Grandi manovre dopo la sentenza della Corte costituzionale sulla legge Fini Giovanardi che ha di fatto ripristinato la distinzione tra droghe pesanti e leggere. Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha trasmesso alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, chiedendone l’iscrizione urgente al prossimo Consiglio dei ministri, uno schema di decreto legge che ripristina le due tabelle contenenti le sostanze stupefacenti aggiornate alla data della pronuncia della Consulta «nonché la relativa disciplina previgente, su cui la Corte costituzionale non ha formulato censure».
E il Massimario della Cassazione osserva che la pronuncia «ha forti ricadute nella fase dell’esecuzione» e una delle questioni più serie da esaminare è quella se il regime sanzionatorio di maggior favore per le droghe leggere può trovare applicazione» anche dove «sia ormai intervenuta sentenza passata in giudicato». Sul tema si registrano due contrastanti orientamenti.
In base al primo orientamento «spetta al giudice dell’esecuzione il compito di individuare tale porzione di pena e di dichiararla non eseguibile, previa sua determinazione ove la sentenza del giudice della cognizione abbia omesso di indicarne specificamente la misura, ovvero abbia proceduto al bilanciamento tra circostanze». In altri termini, spetta al giudice dell’esecuzione, che vigila appunto sull’attuazione della pena, rideterminare la pena stessa alla luce della sentenza della Consulta.
Il secondo orientamento giunge invece «a conclusioni opposte» ed è contenuto in una sentenza del 2012 della prima sezione della Cassazione, in cui si afferma che «la pena inflitta con la condanna irrevocabile resta insensibile alla sopravvenuta modificazione, in senso favorevole al reo, delle disposizioni penali (…) con la conseguenza – in ipotesi – della doverosa espiazione di una pena addirittura superiore al massimo edittale fissato dalla norma incriminatrice successivamente novellata».
Per quanto riguarda le conseguenze sui termini di fase delle misure cautelari in atto, il Massimario ritiene che è necessario procedere a rideterminarli in relazione alle sanzioni oggi ripristinate dopo la dichiarazione di incostituzionalità. «In ragione del fatto che i limiti massimi ripristinati a seguito della eliminazione delle norme incostituzionali, per le ipotesi diverse dal comma 5, appaiono identici ovvero più favorevoli, può argomentarsi che, alle condotte commesse nella vigenza della legge di conversione n. 46 /2006 andranno applicati i termini cautelari “di favore” oggi previsti per effetto della reviviscenza del precedente testo».
Nessun dubbio invece per le condotte successive alla pubblicazione della sentenza della Corte costituzionale (né per quelle anteriori all’entrata in vigore della legge n. 46 del 2006 – ipotesi di fatto assai rara in concreto, dato il tempo trascorso e quello previsto per i termini cautelari, soprattutto perché la norma dichiarata incostituzionale era peggiorativa a causa degli assai più alti limiti edittali previsti per le droghe leggere).
E dalla Corte di cassazione è arrivata ieri anche un’ulteriore indicazione: la sentenza n. 12178 della Terza sezione penale ha infatti chiarito che anche la condanna frutto del patteggiamento ma a una pena superiore al massimo oggi applicabile deve essere oggetto di revisione.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Si rafforza il quarto decreto anti-Covid per far fronte all’emergenza economica e per indennizzare...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un discorso autonomo, sugli incentivi, va dedicato ai datori di lavoro dei servizi finanziari e assi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Con il sì definitivo al decreto legislativo correttivo del Codice della crisi cambiano anche le reg...

Oggi sulla stampa