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Nuove regole Ue sulla finanza ombra

Sarà presentato entro la fine dell’anno il risultato della consultazione sullo Shadow banking avviata la scorsa primavera dal commissario per il Mercato interno e i Servizi, Michel Barnier. Il lavoro iniziato con la presentazione del green paper, ha raccolto 140 contribuiti da parte associazioni e operatori. L’obiettivo è di giungere a una proposta di legge che regolamenti lo Shadow banking entro il prossimo anno, ma il lavoro è ancora lungo e difficile. Ad aiutare alla definizione di un settore che muove 67 mila miliardi di dollari, il report presentato nei giorni scorsi dal Financial Stability Board in vista del prossimo G20.
La stessa autorità ha avvertito che senza una regolamentazione del sistema finanziario “ombra”, i rischi sistemici non sono fugati, anzi potrebbero ripresentarsi mettendo sotto pressione l’intero sistema finanziario a cominciare dalle banche. Le quali a differenza dello shadow banking, sono costrette a rispettare regole sempre più stringenti in termini di patrimonializzazione e di vigilanza, sostenendo inevitabili costi e trovandosi a competere con un sistema privo di regole. Attenzione però agli interventi troppo drastici, avverte un operatore, nei momenti difficili, in particolare negli Usa, proprio lo Shadow banking ha contribuito a fornire liquidità all’economia quando le banche non erano in grado di farlo. E anche oggi gli investitori sono alla ricerca di questi asset ritenuti per molti un porto sicuro dove parcheggiare la liquidità.
A livello europeo le principali associazioni dell’industria finanziaria si stanno muovendo attivamente per contribuire alla definizione delle nuove regole. «Apprezziamo il lavoro fatto dal Financial stability board che aiuta a fare chiarezza – ha dichiarato David Hiscock, responsabile market practice e regulatory policy dell’International Capital Market Association (Icma), l’associazione degli operatori del Capital market -. Studieremo attentamente il documento del Fsb e continueremo a collaborare con le autorità per aiutarle a finalizzare le nuove regole». L’Icma che ha partecipato alla consultazione della commissione fornendo il suo contributo sul fronte dei repo, sta lavorando al fianco di altre associazioni come l’International security lending association (Isla) e l’Association of financial market in Europe (Afme) quest’ultima per aspetti della securitization e all’Institutional Money Market Funds Association. Trovare un accordo sarà un lavoro lungo e non privo di ostacoli: se sulla vigilanza europea del sistema bancario tradizionale l’intesa ancora non c’è, quanto tempo ci vorrà per regolamentare quello “oscuro”?

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