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Nuove regole per la banca

Abi e Bankitalia hanno «convenuto di costituire un gruppo di lavoro congiunto per esaminare i problemi strutturali del sistema bancario e quelli attinenti alla regolamentazione prudenziale, fiscale e dei mercati, al fine di formulare proposte condivise». La decisione è venuta dal comitato esecutivo dell'Abi di ieri, riunitasi alla presenza del governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, e dei vice direttori generali, Giovanni Carosio e Anna Maria Tarantola, e del funzionario generale Claudio Clemente.

Nel corso della riunione, sono state passate in rassegna le principali problematiche all'attenzione delle banche nell'attuale fase congiunturale, caratterizzata da incertezza, con specifico riferimento ai profili di redditività e normativo.

In tale contesto, secondo una nota congiunta di Abi e di Bankitalia, «le banche intendono continuare a svolgere in pieno il loro ruolo di sostegno alle imprese e alle famiglie e per questo hanno espresso l'esigenza di intervenire tempestivamente per armonizzare al contesto europeo alcuni aspetti normativi che potrebbero favorire condizioni distese di accesso alla liquidità da parte delle banche italiane, migliorarne le prospettive reddituali e quindi agevolare il rafforzamento patrimoniale reso urgente dalla prospettiva dell'entrata in vigore degli accordi di Basilea». Intanto, come ampiamente atteso, è stato definito l'accordo tecnico tra banche e imprese per la proroga di sei mesi sulla moratoria dei debiti per le pmi e la firma dovrebbe arrivare tra non più di 10-15 giorni (si veda altro articolo a pag. 25).

Prima dell'inizio dei lavori, il presidente di Banca popolare di Milano, Massimo Ponzellini, ha precisato che al centro della riunione ci saranno anche i bond bancari in scadenza nel 2011.

Quest'anno arriveranno a scadenza bond bancari per un importo complessivo di circa 240 mld. L'esigenza di rinnovarli pone gli istituti di credito interessati nella condizione di dover fare i conti con mercati già superaffollati e in tensione per i debiti sovrani. L'aumento dei differenziali che ha coinvolto anche l'Italia e i suoi titoli di stato pone anche le banche davanti al rischio di dover pagare premi troppo alti per piazzare le loro obbligazioni e per fare raccolta.

A meno di non aspettare momenti più favorevoli, con conseguenti problemi di liquidità. Da qui la richiesta di molti gruppi di un intervento di Bankitalia per stemperare le temporanee difficoltà.

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