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Nuove regole e spinta delle banche, ora la cessione del quinto è low cost

Nel settore dei prestiti personali c’è una nicchia di mercato che vale per ora circa 6 miliardi all’anno e che – a seguito di una serie di recenti novità regolamentari, di sentenze europee, di diversa velocità nei tempi di erogazione e per l’ingresso in forze sul mercato delle banche – pare destinata a crescere. Si tratta della cessione del quinto dello stipendio e della pensione, che già oggi è diventata più conveniente dei prestiti personali: i migliori tassi Taeg di cessioni del quinto (Cq) riferiti alle pratiche erogate nell’ultimo trimestre sono del 3,31% annuo per i dipendenti pubblici, del 4,99% per i dipendenti privati e del 3,61% per i pensionati. Livelli nettamente più bassi del 5,66% del miglior tasso erogato su un prestito personale con finalità liquidità.

I dati, elaborati dall’ultimo osservatorio di Prestitionline.it, fotografano una tendenza recente (fino a 3 anni fa la cessione del quinto costava anche il 7-8% all’anno) che deriva da una serie di novità normative emerse negli ultimi 24 mesi.

«Ci sono più cambiamenti che hanno impattato negli ultimi anni: uno di questi riguarda la riduzione dell’assorbimento di capitale dei prestiti garantiti da una quota di stipendi e pensioni che è stata decisa dalla Autorità bancaria europea l’anno scorso a seguito del Regolamento Ue 2019/876» spiega Alessio Santarelli, direttore generale della Divisione Broking di Gruppo MutuiOnline e Amministratore Delegato di PrestitiOnline.it, piattaforma che mette a confronto le migliori offerte del settore. In sintesi, dal giugno 2020 l’assorbimento di capitale per le banche che erogano questo tipo di finanziamenti è sceso dal 75% (quello dei prestiti personali per intenderci) al 35% come per i mutui. Meno rischi, meno capitale e meno costi per chi eroga il prestito. E quindi tassi più bassi per la clientela. Le motivazioni delle scelte dell’Eba sono due: il prelievo diretto alla fonte delle quote di rimborso da stipendi e pensioni e le assicurazioni obbligatorie in caso di licenziamento o di morte.

Le altre novità si riferiscono a un insieme di normative che hanno contribuito a dare maggiore trasparenza alla Cessione del Quinto. Si tratta in particolare dei nuovi orientamenti di vigilanza di Banca d’Italia del 27 marzo 2018 che hanno ripreso il Protocollo di autoregolamentazione delle associate Assofin e della cosiddetta sentenza Lexitor, ovvero la sentenza n. 383 dell’11 settembre 2019 della Corte di giustizia, recepita dal Collegio di Coordinamento dell’Arbitro Bancario Finanziario con la decisione n. 2625 dell’11 dicembre 2019. L’insieme di queste normative hanno portato a due cambiamenti importanti. Primo, in caso di rinnovo di una cessione, il consumatore deve pagare la provvigione solo sulla variazione del montante. Secondo, in caso di estinzione prima della scadenza dei prestiti il consumatore ha diritto alla restituzione di una quota di tutti i costi posti a suo carico per il periodo nel quale non ha goduto del finanziamento. «Questo nuovo quadro regolatorio – prosegue Santarelli – ha fatto scomparire gran parte delle commissioni upfront, che arrivavano anche a diversi punti di Taeg in più, e ha portato le banche e le finanziarie a creare dei prodotti “tutto TAN”, più trasparenti e più vicini al normale credito consumo».

L’entrata diretta sul mercato della cessione del quinto delle grandi banche, finora dominato dagli agenti specializzati, è un ulteriore elemento che ha contribuito a far scendere i tassi, aumentando i competitor sul mercato. A spingere le banche sono state certamente le nuove regole Eba sull’assorbimento di capitale, con le ulteriori ricadute prospettiche che derivano dal calendar provisioning di Bce (che distingue gli accantonamenti tra crediti garantiti e non), ma anche il costo del funding che per gli istituti di credito – a differenza delle finanziarie – è ormai prossimo allo zero. Ulteriore elemento che potrebbe giocare a favore della cessione del quinto è lo sviluppo delle tecnologie digitali per l’analisi dei dati che dovrebbero ridurre i tempi di erogazione, attualmente prossimi ai 30 giorni rispetto alla quasi istantaneità dei prestiti personali finalizzati.

«Il mercato della cessione del quinto è destinato a crescere per le novità regolamentari che hanno contribuito, tra l’altro, a tenere bassi i tassi, rendendo l’offerta ancor più di interesse per le famiglie e per i clienti appartenenti alla “silver age”» commenta Erminio Di Iorio, amministratore delegato di Financit (già BNL Finance), di cui Poste Italiane è azionista con il 40% consolidando con Bnl una partnership già da tempo forte nella cessione del quinto. «Il digitale, inoltre, come in tanti altri settori, renderà ulteriormente semplici processi e tempi di erogazione – continua Di Iorio – servirà, e su questo noi operatori di settore stiamo già lavorando, anche maggiore informazione su tale tipologia di prodotto, per farne percepire meglio caratteristiche e vantaggi per il cliente in termini di costi, non sempre così conosciuti e compresi».

La cessione del quinto dello stipendio o della pensione, a detta degli operatori, era considerata fino a poco tempo fa il penultimo passaggio legale prima del banco dei pegni (e poi dell’usura) per i debitori in difficoltà. Per questo chi versava in stato di necessità finanziaria, accettava la cessione del quinto pur se costretto a pagare tassi più elevati rispetto agli altri prestiti personali.

Se la cessione del quinto ha fatto registrare un cambiamento dal lato dell’offerta, le conseguenze non si sono ancora viste a livello di domanda che, causa crisi da pandemia, ha trascurato la discesa dei tassi. I dati del 2020 indicano un calo del 4% dell’erogato con cessione del quinto, livello che è’ comunque migliore rispetto al tracollo (-23% dei prestiti personali). «Durante tutta la fase acuta della crisi da pandemia la domanda di prestiti personali è crollata – spiega Francesco Caso, direttore generale di Compass (gruppo Mediobanca) – perché sono venute a mancare le occasioni di spesa che spesso portano a chiedere un prestito: matrimoni, vacanze, lavori di ristrutturazione della casa. La ripresa è recente e la domanda di credito sta ripartendo. Data la situazione attuale – aggiunge Caso – non c’è da stupirsi se l’offerta punta più di prima sul credito garantito». Da Compass si guarda con interesse alle potenzialità di crescita della cessione del quinto e Caso aggiunge: «I tassi del comparto, se non guuardiamo solo alle migliori offerte globali in termini di Tan ma ai tassi effettivi globali medi, sono comunque sostanzialmente allineati a quelli dei restiti personali non garantiti».

Se per capire la prospettiva servirà ancora un po’ di tempo, la fotografia che emerge dai dati degli ultimi trimestri di crisi Covid nelle richieste di prestiti personali delinea un aumento del numero di famiglie in difficoltà. Le richieste di credito non finalizzate e per pure esigenze di liquidità, secondo i dati dell’Osservatorio Prestitionline, sono arrivate a un terzo del totale. «È aumentato il numero delle famiglie che fatica ad arrivare a fine mese – spiega un operatore del settore – e spesso sono i pensionati a chiedere prestiti per aiutare figli o nipoti rimasti senza lavoro».

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