Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Nuove leve per lo stato i professionisti del Recovery

Il piano di reclutamento straordinario della Pubblica amministrazione, legato all’attuazione del Recovery plan, entra oggi nella sua settimana decisiva. È atteso a giorni il decreto sulle Semplificazioni nel quale dovrebbe essere ricompreso, oltre all’attesa identificazione della governance, anche il nuovo meccanismo di valutazione e assunzione del personale che servirà a realizzare, nei tempi richiesti, il Piano di ripresa e resilienza (Pnrr).

Il decreto dovrebbe autorizzare l’assunzione di 300 tecnici che avranno il compito di fare il rendiconto delle spese che saranno effettuate in attuazione del Piano e che poi passeranno il vaglio di Bruxelles. La task force dei 300 sarà assunta con un bando dal ministero dell’Economia di cui, mentre scriviamo, non si hanno ancora notizie.

Quello che è certo è che la pattuglia dei tecnici del Mef non sarà il solo supporto di cui si servirà il governo. In pista c’è l’assunzione di mille esperti presso il ministero della Funzione pubblica: una task force temporanea (3 anni) a supporto delle amministrazioni che si occuperà di fare uno screening delle procedure amministrative, produrre un catalogo completo e semplificarle: circa 200 saranno ridefinite entro il 2023 e altre 600 entro la fine del Pnrr.

A seguire, ci sono le circa 2.800 assunzioni finalizzate a aiutare gli enti locali che dovranno, a loro volta, istruire i progetti, avanzare le richieste di finanziamento e realizzare quanto proposto (bando emesso il 6 aprile per otto Regioni). E, se non bastasse, un vero e proprio esercito di 16 mila funzionari dell’ufficio del processo sarà selezionato per aiutare i giudici nello smaltimento delle pratiche civili e penali.

A tempo

Trecento è un numero, riferito alla task force del Mef, che richiama alla mente il progetto del governo Conte II di assumere altrettante persone per la realizzazione del Recovery plan. La coincidenza ha destato parecchie polemiche da parte del M5S che rivendica al proprio leader in pectore l’aver realizzato l’ossatura del piano che ora il governo Draghi si appresta a realizzare.

Per capire di che tipo di assunzioni si sta parlando, non resta che ricorrere alla “extended version” del Pnrr inviato alle Camere: un tomo di più di duemila pagine, dove il piano viene dettagliato e fornito di una tabella di marcia stringente. Sfogliando il primo allegato, quello che in lingua inglese si occupa del«monitoraggio, controllo e audit» del Pnrr, si legge che «in primo luogo, c’è la necessità di assumere personale temporaneo per assicurare la governance della Pnrr. Queste posizioni — si specifica — sono chiaramente temporanee, in quanto strettamente funzionali alla gestione e al monitoraggio delle azioni previste».

Il secondo step prevede «la necessità di assumere personale temporaneo legato all’implementazione di ogni singola componente del piano. Queste assunzioni — si spiega — contribuiscono alla costituzione di task force tecniche (nei vari ministeri, ndr), in un’ottica di rafforzamento delle capacità e sostegno all’attuazione delle azioni previste». Anche qui il requisito è la temporaneità: «Poiché questi lavori sono temporanei e funzionali per aiutare le amministrazioni nella realizzazione di progetti specifici (es. infrastrutturazione digitale) o procedure (ad esempio, snellendo le procedure amministrative e riprogettandole), possono essere finanziate dal Recovery fund». Questi contratti sono in principio «sottoscritti per un anno e rinnovabili per gli anni ulteriori (fino alla fine del programma)». Tutto questo, si avverte, «è condizionato al raggiungimento di Milestones e Obiettivi specifici del Pnrr».

Le risorse

Il Pnrr fornisce una “panoramica” della quantità di risorse che comporta l’utilizzo di personale aggiuntivo per la Pubblica amministrazione per l’implementazione delle procedure semplificate e digitalizzate a livello locale: 368,4 milioni di euro. Ma che fine farà il personale reclutato in via temporanea? Anche qui il Pnrr ha una risposta: «Ci proponiamo di fare leva sulle competenze costruite da alcune delle nuove assunzioni temporanee nell’ottica di utilizzare parte di queste per far fronte al naturale turnover della PA (uscita di più di 300 mila pensionati nei prossimi anni)». Ma poiché questa previsione rischia di creare polemiche, il testo precisa che «i nuovi posti rappresenteranno comunque una frazione di quelli creati su base temporanea, in quanto i dipendenti a tempo determinato che chiedono un posto a tempo indeterminato dovranno superare un nuovo concorso pubblico che sarà aperto anche a candidati esterni». E per garantire «un’adeguata selezione e transizione di queste posizioni, stiamo già riformando le procedure di selezione, introducendo la possibilità di screening dei talenti sulla base delle precedenti competenze lavorative e limitando il periodo di rinnovo delle posizioni temporanee all’interno della Pa».

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Ita, la nuova compagnia aerea a controllo pubblico, si chiamerà Alitalia, come la vecchia. Lo stor...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Strada spianata per la fusione Sia-Nexi, che ora avverrà «nei più brevi tempi possibili», scriv...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Entra anche il reddito di cittadinanza nel decreto fiscale collegato alla manovra all’esame oggi ...

Oggi sulla stampa