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Nuove iniezioni di liquidità, boccata d’ossigeno per il credito

«Nei prossimi anni assisteremo a una congestione nel funding, causata dalla scadenza delle esistenti operazioni Tltro e di rilevanti quantità di bond bancari, ma anche da vari adempimenti regolamentari». Difficilmente Mario Draghi poteva essere più esplicito nello spiegare ieri perché la Bce avesse deciso di dare un seguito alle operazioni di rifinanziamento a tassi agevolati e finalizzate alla concessione di credito all’economia reale in scadenza nei prossimi mesi.
Spesso però una simile franchezza, oltre a sottolineare i pur noti punti deboli, finisce per condizionare lo stesso andamento dei mercati. Di sicuro quelli azionari che ieri, dopo un’iniziale fiammata all’annuncio della nuova Tltro, hanno finito per tornare sui propri passi e chiudere in ribasso, nonostante l’Eurotower abbia in fin dei conti messo in campo misure espansive superiori alle attese. Così si spiega il segno meno di fronte agli indici di Borsa (-0,74% il Ftse Mib) e il passo indietro ancora più marcato del comparto finanziario in Italia (-2,61%) e nel resto d’Europa (-1,88%). L’euro è crollato ai minimi da 20 mesi.
Eppure, come sottolinea Fabio Iannò di Moody’s la decisione di lanciare un nuovo round di Tltro «è positiva per le banche, perché pensiamo che il nuovo programma possa ridurre i rischi di finanziamento bancario e sostenere le condizioni di prestito all’interno dell’Eurozona». Un discorso che vale a maggior ragione per l’Italia, i cui istituti di credito erano da una parte stati i principali beneficiari delle precedenti aste di rifinanziamento aggiudicandosi ben 240 dei 720 miliardi di euro erogati e dall’altra sono attesi nei prossimi due anni da un «muro» di bond in scadenza da rifinanziare pari a ulteriori 40 miliardi secondo S&P Global Ratings.
«Senza la manovra della Bce, le piccole banche in Italia avrebbero dovuto rifinanziarsi e sostituire altre forme di finanziamento a tassi più alti, erodendo i margini di profitto e tagliando i crediti», conferma Flavio Carpenzano di AllianceBernstein. E lo stesso fatto di sottolineare come la nuova misura, le cui condizioni sono a prima vista meno vantaggiose rispetto alle precedenti versioni, possa realmente andare a beneficio delle banche che hanno assoluta necessità (e non dell’intero settore, i cui margini rischiano al contrario di essere colpiti dall’atteggiamento più espansivo a Francoforte), aiuta forse a capire meglio l’immediata reazione in Borsa.
«Apparentemente, dato che i dettagli forniti sulla nuova Tltro sono meno favorevoli rispetto al passato, l’operazione potrebbe non essere un successo e molte banche potrebbero trovare finanziamenti più economici nel mercato dei covered bond», sintetizza Eric Vanraes di EI Sturdza. In attesa di capire qualcosa in più con la pubblicazione dei dettagli delle nuove aste, che potrebbero fare la differenza, il mercato ha insomma deciso per la prudenza. E si è affidato al classico adagio buy on rumor, sell on news.

Maximilian Cellino

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