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Nuove compensazioni ufficiali

di Andrea Bongi

Dal prossimo mese di marzo compensazioni new style. Il decreto del dieci febbraio, del ministro dell'economia e delle finanze che attua le disposizioni introdotte dall'articolo 31 del dl 78/2010, sarà infatti pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 18 febbraio prossimo, ed entrerà in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione. A quel punto mancherà solo un tassello: la risoluzione delle entrate che fissa i codici tributo da utilizzare per i pagamenti in compensazione. Il prossimo 16 marzo i contribuenti dovrebbero quindi cimentarsi per la prima volta con la possibilità di compensare, anche parzialmente, i debiti iscritti a ruolo per imposte erariali di importo superiore a 1.500 euro con i crediti della stessa natura, superando così i limiti alla compensazione orizzontale introdotti dal dl 78/2010. Grazie alla tempistica sopra anticipata si è di fatto scongiurato il debutto della nuova normativa proprio a ridosso della scadenza del 16 febbraio, che avrebbe creato non poche apprensioni a più di un contribuente.

Dall'entrata in vigore del decreto firmato il 10 febbraio scorso infatti divengono operative anche le nuove sanzioni, in misura pari al 50% dell'importo indebitamente compensato, previste per le ipotesi di violazioni dei limiti alla compensazione orizzontale introdotti dall'articolo 31 del dl 78/2010. Sospensione del nuovo regime sanzionatorio che come si ricorderà era stato disposto dalle entrate con il comunicato stampa del 14 gennaio scorso nel quale si affermava, testualmente, che «le compensazioni in presenza di ruoli scaduti superiori a 1.500 euro, non sono sanzionabili fino all'emanazione del decreto del ministero dell'economia e delle finanze che ne disciplina le modalità». Quindi le compensazioni effettuate dal 1° gennaio 2011 fino alla data di entrata in vigore del citato decreto (prevista appunto per il prossimo 19 febbraio) non saranno sanzionate purché, si legge ancora nel comunicato stampa, le stesse non vadano a «… i crediti necessari per pagare i ruoli esistenti».

Se questo è lo scenario che i contribuenti e di loro professionisti si troveranno di fronte nei prossimi giorni vediamo quali sono le conseguenze immediate e le cautele che dovranno essere adottate fin da subito, per evitare di giungere impreparati a ridosso della prossima scadenza dei pagamenti (16 marzo).

Naturalmente il primo passo da compiere sarà quello di verificare la presenza o meno di debiti iscritti a ruolo a titolo definitivo, per imposte erariali e relativi accessori di importo superiori alla fatidica soglia dei 1.500 euro.

Ovvio che se il contribuente non ha iscrizioni a ruolo o le stesse sono di importo inferiore al valore soglia, nessun problema si pone per le eventuali compensazioni orizzontali da effettuare il prossimo 16 marzo.

Se invece tali iscrizioni a ruolo sussistono e sono di importo superiore al valore soglia allora occorre verificare al tempo stesso la presenza di crediti erariali della stessa natura utilizzabili in compensazione. Se tale verifica dovesse essere positiva il contribuente dovrà anche accertarsi che su tali crediti non vi siano limiti all'utilizzo provvedendo, se del caso, alla rimozione di tali limiti in tempo utile per la scadenza del 16 marzo prossimo (esempio crediti Iva per i quali è necessario presentare e/o vistare la dichiarazione annuale).

Una volta verificata la presenza dei crediti e la loro utilizzabilità immediata il contribuente dovrà anche preoccuparsi di depurare dall'importo degli stessi quanto eventualmente già utilizzato in compensazione orizzontale o verticale nelle more dell'emanazione del decreto attuativo.

Alla fine di questo percorso il contribuente, seguendo le indicazioni contenute nell'articolo 2 del decreto, potrà effettuare il pagamento in compensazione, totale o parziale, dei debiti iscritti a ruolo con i crediti della stessa natura attraverso l'utilizzo di una delega di pagamento con modello F24. In tale delega il contribuente dovrà suddividere gli importi utilizzando gli appositi codici tributi che saranno emanati con prossima risoluzione dell'Agenzia dell'entrate, sulla base dell'ambito provinciale di competenza dell'agente della riscossione presso i quali sono iscritti i debiti a ruolo.



 

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