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Nuove commissioni censuarie a costo zero

Commissioni censuarie pronte al cambiamento. E si parte dalle Commissioni finanze di Camera e Senato a cui, solo ieri, è stato inviato il testo dello schema di dlgs approvato dal governo nel corso dei Consiglio dei ministri del 20 giugno scorso (si veda ItaliaOggi del 21 giugno 2014). Allegato al testo dell’Atto del governo n.100, la relazione tecnica frutto della collaborazione tra il ministero dell’economia e delle finanze e del ministero per le riforme costituzionali e i rapporti con il parlamento. Ed è proprio dalla relazione tecnica che emergono le prime cifre relative ai risparmi di spesa derivanti dalla riforma delle Commissioni censuarie. Nel dettaglio, l’art. 20 dello schema di dlgs prevede l’azzeramento dei compensi, dei gettoni e di qualsiasi indennità per coloro che ne faranno parte. Ad essere incluso, solo il rimborso per vitto e alloggio. Ed è qui che entra il gioco il Mef. Il risparmio di spesa stimato dal ministero dell’economia e delle finanze si aggira, infatti, intorno ai 5.842,80 euro per seduta della Commissione centrale e a 13.297,30 euro per seduta delle Commissioni provinciali. A dovere essere sciolto, però, è ancora il nodo relativo alla composizione delle Commissioni censuarie. Le associazioni immobiliari hanno, infatti, a più riprese fatto presente come, nell’attuale schema di dlgs, sia venuta meno la previsione in base alla quale le associazioni di categoria avrebbero potuto nominare direttamente i loro rappresentanti all’interno delle Commissioni censuarie. Previsione, quest’ultima, che è stata soppiantata dal contenuto dell’art. 3 in base al quale «i componenti di ciascuna sezione siano scelti dal presidente del tribunale tra un numero doppio di soggetti designati, nel rispetto della seguente composizione: due tra quelli individuati dall’Agenzia delle entrate territorialmente competente, uno tra quelli designati dall’Associazione nazionali comuni d’Italia e tre tra quelli scelti dal prefetto, su indicazione degli ordini e dei collegi professionali e delle associazioni di categoria operanti nel settore immobiliare». Un meccanismo, quindi, che rischia di perdere requisiti di immediatezza previsti nella delega fiscale. Gli addetti ai lavori, però, hanno più volte sottolineato come questa previsione sarà sottoposta ad attento esame. «Abbiamo intenzione», ha sottolineato il presidente della Commissione finanze del Senato e relatore al dlgs, Mauro Maria Marino (Pd), «di realizzare effettivamente un catasto partecipativo. Cercheremo, quindi, il modo di raccogliere l’allarme dei proprietari immobiliari sul poco spazio lasciato alle associazioni di categoria nella composizione delle commissioni». Calendario alla mano, l’inizio dei lavori al testo, è previsto per giovedì 17 luglio e, a partire da quella data, le Commissioni avranno 30 giorni di tempo per esprimere il loro parere all’Atto del governo n.100. A procedere di pari passo con la riforma delle Commissioni censuarie, però, anche il dlgs in materia di semplificazioni fiscali i cui lavori, presso le VI Commissioni, hanno avuto inizio la settimana scorsa (si veda ItaliaOggi dell’11 luglio 2014).

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