Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Nuove azioni UniCredit al test di Piazza Affari

Partiranno da 6,905 euro ciascuna le azioni ordinarie UniCredit all'avvio di Borsa. Da oggi è infatti effettivo il raggruppamento dei titoli della banca di Piazza Cordusio: chi ne aveva in tasca dieci se ne ritroverà uno solo, ma di valore decuplicato. Un'operazione dettata da necessità di semplificazione e che vale anche per le azioni di risparmio (che partiranno invece da 10,4 euro ciascuna).
Tecnicamente il raggruppamento riguarda 19.274.251.710 azioni ordinarie e 24.238.980 titoli di risparmio esistenti, che da oggi diventeranno quindi rispettivamente circa 1,9 miliardi e 2,4 milioni (il capitale sociale resta sempre pari a circa 12,1 miliardi di euro). All'atto pratico però gli azionisti non dovranno effettuare alcuna operazione particolare, se non quella di liquidare gli eventuali «resti» nell'eventualità in cui siano in possesso di un numero di titoli non divisibile per dieci.
In questo caso le frazioni saranno cedute, senza aggravio di spese, bolli o commissioni, in base al prezzo ufficiale delle azioni ordinarie e di risparmio UniCredit di venerdì scorso (ovvero 0,6095 per le ordinarie e 1,04 per le risparmio). Per facilitare l'operazione di raggruppamento, il gruppo guidato da Federico Ghizzoni ha conferito a Banca Finnat Euramerica l'incarico di rendersi controparte dal 2 al 12 gennaio prossimo nella liquidazione delle frazioni di azioni UniCredit raggruppate mancanti o eccedenti i limiti necessari per consentire agli azionisti di detenere un numero intero di titoli ordinari o di risparmio.
Questioni tecniche a parte, l'attenzione in questi giorni per UniCredit è tutta rivolta verso l'aumento di capitale da 7,5 miliardi annunciato per adeguare i coefficienti patrimoniali alle richieste dell'Authority europea delle banche (Eba) e atteso per metà gennaio. Proprio in queste settimane a cavallo delle festività gli azionisti principali sono chiamati a dare la propria adesione all'operazione: negli ultimi dieci giorni Piazza Cordusio ha incassato il via libera della Fondazione Cassa di risparmio di Torino (pronta a sottoscrivere l'aumento per un ammontare complessivo di 316 milioni, in modo da mantenere l'attuale quota del 4,21%), quello di Carimonte (2,89%), quello dei soci libici le cui quote sono state appena «scongelate» (375 milioni per il pacchetto del 4,98% in mano alla Banca centrale della Libia) e quello parziale della Fondazione Manodori.
Quest'ultima ha infatti optato per un'operazione a «costo zero»: finanzierà la sottoscrizione di nuove azioni con la cessione di parte dei diritti di opzione che le saranno assegnati e in tal modo ridurrà la quota dall'attuale 0,79% a circa lo 0,5%. La prossima a esprimersi sarà probabilmente la Fondazione Banco di Sicilia, azionista con lo 0,6 per cento.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«È un falso dilemma» che la Bce abbia un solo mandato e la Federal Reserve due. Anche la Banca ce...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un intervento normativo finalizzato a favorire il rafforzamento patrimoniale delle società di capit...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Scuola e lavori pubblici, settore residenziale e miglioramento delle norme in fatto di appalti, come...

Oggi sulla stampa