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Nuova stretta sulle stock option

di Alessandro Antonelli e Alessando Mengozzi

L'utilizzo di bonus e stock option come sistema premiante da parte delle imprese che operano nel settore finanziario, già colpite dall'articolo 33 del Dl 78/2010 che ha introdotto per i dirigenti e i collaboratori di imprese del settore un'aliquota addizionale del 10% sugli emolumenti variabili predetti, per la parte degli stessi che eccede il triplo della parte fissa della retribuzione, è stato ulteriormente disincentivato dal nuovo Dl 98/2011 (la manovra convertita dalla legge 111/2011).

I nuovi commi 50-bis e 50-ter dell'articolo 23 della manovra, inseriti durante l'esame al Senato, modificano, inasprendola, la disciplina fiscale delle stock option e dei bonus corrisposti a dirigenti e manager di banche e altri intermediari finanziari di cui all'art. 59 del Tub, mediante l'aumento della quota di reddito imponibile colpita dall'addizionale nella misura del 10 per cento.

Il nuovo comma 2-bis all'articolo 33 del Dl 78/2010 dispone che l'addizionale del 10% trova applicazione sull'ammontare che eccede la parte fissa della retribuzione. Precedentemente, invece, il prelievo aggiuntivo dell'Irpef trovava applicazione solo limitatamente all'ammontare che eccedeva il triplo della parte fissa della retribuzione.

Per effetto di quanto disposto dal comma 50-ter dell'articolo 23 del Dl 98/2011, la norma, come sopra modificata, si applica ai bonus e alle stock option percepite a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, vale a dire dal 17 luglio 2011, giorno successivo alla pubblicazione sulla «Gazzetta Ufficiale» della legge 111 del 16 luglio 2011.

E così la norma andrà a incidere sulla tassazione dei piani di remunerazione già approvati. Si supponga, infatti, che una impresa operante nel settore finanziario abbia previsto per il 2011 la corresponsione di una retribuzione annua lorda di 100 e l'erogazione di una componente variabile al verificasi di talune condizioni appurabili nello stesso anno di 330 da erogarsi in due rate di 230 e 100 nei mesi di dicembre 2011 e dicembre 2012.

Sulla scorta delle indicazioni fornite dalla circolare 4/E del 2011, l'importo di retribuzione variabile da assoggettare a tassazione aggiuntiva del 10% (nell'esempio 230) andrà individuato confrontando l'importo dei premi che maturano nel periodo d'imposta (nell'esempio 330), con la retribuzione fissa prevista per il medesimo periodo (100). L'incremento di base imponibile risulta evidente dal momento che, in base alla disciplina previgente, il prelievo aggiuntivo avrebbe trovato applicazione sull'ammontare di 30. La trattenuta andrà operata dal sostituto d'imposta al momento dell'erogazione della parte di premio che eccede l'importo corrispondente alla parte fissa della retribuzione e quindi già dal mese di dicembre 2011.

La norma pone anche problemi di applicazione transitoria in relazione alle quote di retribuzione variabile già corrisposte che, secondo la previgente disciplina, non dovevano essere colpite dal prelievo (in quanto non eccedenti il rapporto 1 a 3) ma che lo diventano secondo le nuove disposizioni. Riprendendo i dati dell'esempio precedente si consideri il caso in cui la quota di retribuzione variabile di 230 sia stata anticipata a maggio 2011. Dovrà essere chiarito se, come sembra, in questa fattispecie il prelievo aggiuntivo secondo i nuovi criteri vada applicato solo in relazione alle quote di retribuzione variabili corrisposte dal 17 luglio (nell'esempio la sola quota di 100 da pagarsi a dicembre 2012) anche se questa quota da sola non eccede la parte fissa della retribuzione, oppure se sia necessario "conguagliare" le due erogazioni.

L'ampliamento della base imponibile comporterà, di riflesso, un incremento dei soggetti colpiti dal prelievo andando a incidere su coloro che poco o nulla hanno a che fare con la "ratio" istitutrice della norma che, va ricordato, è nata per eliminare gli effetti distorsivi prodotti sul sistema finanziario e sull'economia mondiale dai premi erogati sotto forma di bonus e stock option legati agli andamenti del mercato.

 

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