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Nuova stretta sulle sofferenze? La Nouy (forse) ci ripensa

Sulla battaglia che si sta combattendo nell’Eurozona sul trattamento dei crediti inesigibili delle banche, i famosi «npl» (non performing loans), al cui destino è attaccato quello dell’assicurazione comune sui depositi che ancora manca, il fronte italiano segna un punto a suo favore. Un punto importante,perché il pressing dell’Abi, della commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento europeo guidata da Roberto Gualtieri nonché e dello stesso Parlamento Ue presieduto da Antonio Tajani starebbe producendo l’effetto di orientare la Vigilanza Unica della Bce (Ssm) ad accantonare l’idea di fissare linee guida generali per le banche sullo smaltimento degli npl nei bilanci, uno stock in Eurozona vale 759 miliardi di euro.

Secondo alcune indiscrezioni circolate ieri l’Ssm presieduto da Danièle Nouy sarebbe orientato a non proporre più linee guida ma a continuare con le regole attuali, dunque con un approccio banca per banca, circa la riduzione dei crediti malati a bilancio. Sarebbe una svolta significativa perché eviterebbe che le banche si trovino costrette a vendite obbligate di npl a prezzi vili. Il condizionale è d’obbligo, spiegano fonti a conoscenza del dossier, perché la decisione dell’Ssm, inizialmente prevista per fine marzo, è stata ulteriormente rinviata a maggio con decisione finale attesa per giugno. Un portavoce della Bce ha dichiarato ieri all’agenzia Reuters che si sta valutando se ulteriori politiche sugli npl siano necessarie ma che nessuna decisione è stata già presa.

Resta invece in vigore l’orientamento — il cosiddetto «addendum» — con le linee guida sui futuri npl, che impongono la copertura totale e automatica degli npl tra 2 e 7 anni. Il timore era che un simile approccio venisse applicato anche agli npl esistenti. Ma secondo Reuters un analisi di impatto predisposta dal ramo di politica monetaria della Bce presieduto da Mario Draghi avrebbe evidenziato rischi sul sistema finanziario. Intanto sulle banche italiane anche per neo presidente della Consob, Mario Nava, «il problema sistemico è stato eliminato. Ora il rischio è solo di alcune banche, che è molto più facile da trattare», ha detto a Sky Tg24.

Fabrizio Massaro

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