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Nuova “spending” e fondo immobili così il governo trova 6 miliardi

ROMA — Si aggrava la recessione in Italia, mentre il governo accelera per il varo della manovra in due tempi: un primo decreto, a giorni, per sospendere l’Imu, finanziare gli ammortizzatori sociali e forse per le prime misure a sostegno dell’occupazione giovanile; un secondo per scongiurare l’aumento dell’Iva nel mese di giugno.
Si cominciano intanto a delineare le coperture per finanziare il pacchetto di 5-6 miliardi necessario a varare i due provvedimenti. In primo piano c’è il rilancio della spending review sul modello allestito con il «libro verde» di Tommaso Padoa-Schioppa: si interverrà con il bisturi su beni e servizi, abbandonando la logica dei tagli lineari, con l’obiettivo di recuperare 2-3 miliardi per la seconda metà dell’anno. Circa un miliardo verrà dal nuovo Superfondo costituito presso il Tesoro: il decreto per la nuova Sgr (società gestione del risparmio) è pronto e la società sarà guidata da Vincenzo Fortunato (già capo di gabinetto di Grilli al Tesoro) e da Elisabetta Spitz (per molti anni ai vertici del Demanio). Complessivamente alla Sgr saranno conferiti nei prossimi giorni dal Demanio 350 immobili per il valore di 1,2 miliardi. Un terzo perno è il cosiddetto piano-Giavazzi che prevede il taglio del pacchetto di agevolazioni alle imprese: l’obiettivo sono 800 milioni-1 miliardo a partire dai trasferimenti alle Ferrovie. Per il resto si giocherà, per occupazione e formazione giovanile, sul cofinanziamento dei fondi strutturali europei ma anche su una parte delle risorse erogate per il decreto salda- debiti della pubblica amministrazione (complessivamente, come è noto, si tratta di 7 miliardi nel 2013 sul deficit) che potrebbe rimanere inoptata o inutilizzata.
Il ministro del Tesoro Fabrizio Saccomani, intervenendo ieri nell’aula di Montecitorio sul Documento di economia e finanza, ha detto che nel «decreto d’urgenza che il governo sta mettendo a punto dovranno trovare spazio il rifinanziamento della cig in deroga e, se possibile, le «prime misure a sostegno dell’occupazione giovanile». Nel provvedimento, ha confermato Saccomanni, anche lo stop alla rata Imu di giugno per provvedere alla «revisione » della tassa sulla casa — presumibilmente in autunno — in un’ottica di «maggiore equità e di rilancio produttivo». Il neo ministro dell’Economia ha definito l’approvazione del Def da parte del Parlamento (che dovrebbe avvenire oggi alla Camera e al Senato dove tuttavia ieri è pesato un tentativo di ostruzionismo dei «Cinque stelle») un «primo tassello di un mosaico» che porterà l’Italia all’uscita dalla procedura di disavanzo eccessivo e consentirà «margini di flessibilità» che consentiranno di raggiungere gli obiettivi previsti dal programma di governo. Voci critiche continuano a venire dei Comuni sull’Imu: «La sospensione della rata di giugno è un grande pasticcio», ha detto il sindaco di Milano Pisapia.
«Nel tempo più breve possibile », ha annunciato il ministro, il governo presenterà un aggiornamento al Def con i nuovi saldi e le
coperture alla luce dei due decreti in cantiere e con tutta probabilità recependo i nuovi dati sul Pil diffusi ieri dall’Istat: il Pil quest’anno dovrebbe infatti contrarsi dell’1,4 per cento (il Def attualmente stima l’1,3 per cento), mentre per il prossimo anno la crescita sarà dello 0,7 per cento (il Def stima +1,3 per cento). A rendere ancora più fosco il quadro anche i dati Istat sulla disoccupazione: raggiungerà l’11,9 per cento quest’anno (1,2 per cento in più rispetto al 2012) e toccherà il 12,3 per cento nel 2014. Scendono anche le entrate: -0,3 nei primi tre mesi dell’anno. «Siamo al lavoro per fronteggiare l’emergenza », ha detto ieri il ministro del Lavoro Enrico Giovannini che ieri ha incontrato il leader della Uil Angeletti in vista di un vertice con le parti sociali.

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