Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Nuova mossa al risiko bancario: ora faro su BancoBpm-Bper e Mps

Come un’autentica scossa, l’acquisizione di Ubi da parte di Intesa Sanpaolo ha costretto all’azione le altre banche italiane. Banche che ora, dopo mesi di tatticismi e false partenze, sono in fermento. La mossa annunciata ieri da Crédit Agricole Italia sul Creval, del resto, lo conferma. Ma tutti sono nell’arena. Da UniCredit a Mps, da BancoBpm a Bper, dalla stessa Credit Agricole a Bnl-Bnp Paribas, fino ad arrivare a Popolare di Sondrio e Credem, oltre a Carige e Cassa Centrale Banca. Tutti, va da sé, tranne Intesa Sanpaolo, quanto meno per i limiti antitrust oramai già raggiunti dopo aver chiuso l’operazione con l’ex popolare lombarda.

Le ragioni dell’accelerazione

Difficile del resto che qualcuno voglia correre il rischio di rimanere senza partner – e quindi più debole e aggredibile – in un mercato che al contrario chiede fusioni e sinergie (di costo) per far fronte a ricavi strutturalmente in calo. Ecco perché oggi tutti parlano con tutti, nella speranza di arrivare a stringere un deal con l’interlocutore “migliore” sul mercato. E di farlo il prima possibile: solo così si potrebbe sfruttare in pieno la chance, tutt’altro che secondaria, appena messa a disposizione del Governo, che ha deciso di incentivare le società i cui board approveranno nel corso del 2021 un’operazione di M&A: in palio c’è la (ghiotta) possibilità di trasformare fino al 2% degli attivi della società target in crediti d’imposta. Tradotto, significa che, calcola Mediobanca, in termini cumulati nelle pieghe dei bilanci bancari c’è un valore di crediti pari a 5 miliardi di euro trasformabili in patrimonio puro. Una serie di “tesoretti” che potrebbero più che compensare (in alcuni casi triplicare) i costi di ristrutturazione sostenuti dagli acquirenti. Se a questo si aggiunge il cambio di passo della Vigilanza Bce impresso dal presidente Andrea Enria (che ha reso più convenienti le operazioni di fusione consentendo alla banche di portare a patrimonio il badwill derivante da un’eventuale acquisizione) si capisce la corsa ai “fidanzamenti”. E il vortice di colloqui in atto.

I cantieri a cui guarda il mercato

Lo scenario, va detto, è magmatico. E tutto potrebbe ancora cambiare, da qua ai prossimi mesi, visto che molti sono gli attori in gioco e le sorprese sempre possibili. Se si esclude il dossier tra Carige e Cassa Centrale Banca (che ha in mano l’opzione per acquistare la maggioranza della banca ligure entro il 2021), il cantiere che appare quanto meno in fase più avanzata, seppure tra non pochi “stop and go”, è quello tra UniCredit e Mps. I colloqui informali tra le parti proseguono da settimane sotto traccia. Conditio sine qua non imposta dal ceo Jean Pierre Mustier – che da parte sua rimane fermo sul mantra del “No M&A” – è che non ci siano impatti sul capitale di UniCredit. Per questo il Tesoro sta mettendo a punto tutte le condizioni affinchè il deal veda la luce, compresa una ricapitalizzazione della banca da cedere, la copertura per gli esuberi e la creazione di un veicolo in cui riversare gran parte del rischio legato alle cause giudiziarie che pesano sul Monte, pari a circa 10 miliardi. Un “pacchetto” che tra aumento e incentivi fiscali potrebbe valere almeno 5 miliardi di euro. Nei giorni scorsi il Tesoro ha nominato gli advisor e questo lascerebbe anche intendere un’accelerazione, quanto meno lato Mps, che entro i prossimi mesi deve comunque puntellare il capitale, in vista di un’uscita dal capitale entro giugno 2021.

L’altra grande potenziale operazione a cui guarda ora il mercato è quella tra BancoBpm e Bper. Sfumata, almeno per ora, l’alleanza con Agricole, la banca guidata da Giuseppe Castagna non fa mistero di voler cercare un alleato. Bper, in questo senso, è per stazza e qualità degli attivi il soggetto ideale. Non è un caso che ci siano già stati contatti informali tra i vertici delle due banche. E che lo stesso Carlo Cimbri, ceo di Unipol, nonché primo azionista di Bper (20%) abbia dichiarato al Sole 24Ore che la fusione con Banco sia «affascinante» e da studiare «in profondità». Parole di apertura subito raccolte dal ceo Giuseppe Castagna. Si vedrà solo con il tempo se il deal, che in linea teorica potrebbe essere disegnato come un “merger of equals” (ovvero tra pari) e realizzato carta contro carta (e quindi senza un esborso cash escluso recentemente dal ceo di Bper Alessandro Vandelli), vedrà la luce. L’alleanza avrebbe un senso industriale forte: darebbe origine al terzo gruppo bancario italiano, che potrebbe a sua volta fare da pivot per nuove aggregazioni, ma le complessità non mancano. Un po’ perchè Bper è nel pieno dell’assorbimento di oltre 600 sportelli ex Ubi, che valgono circa il 40% dei propri asset. E poi perché gli equilibri da trovare tra gli attori in campo non sono banali. Qualora l’incastro non funzionasse, non è escluso che per BancoBpm torni d’attualità l’ipotesi Agricole. O magari quella stessa UniCredit con cui ci sono stati già sondaggi.

Altro oggetto d’attenzione è Popolare Sondrio, che dovrà trasformarsi in Spa entro il 2021. Bper, in questo senso, appare la candidata ideale, considerati i buoni rapporti tra i vertici delle due banche (entrambe azioniste di Arca Sgr) e la presenza di Unipol proprio nel capitale di Sondrio. Ma il mercato guarda alle possibili mosse anche di Credem. La banca che fa capo alla famiglia Maramotti è ai vertici in Italia per solidità, redditività e pulizia degli attivi. Chiusa l’operazione con Cr Cento, l’istituto tiene acceso il radar per nuove operazioni e compiere il desiderato salto dimensionale: un obiettivo non facile da realizzare, considerato che il pre-requisito è mantenere le condizioni (ottimali) di partenza. Oggi però con gli incentivi sul tavolo tutto potrebbe diventare più gestibile.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Anche Mediobanca si allinea al trend generale del credito e presenta risultati di tutto rilievo, bat...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il Gruppo Arvedi rivendica, oltre al completo risanamento di uno dei siti più inquinati d’Italia ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il premier Mario Draghi ha un’idea verde per la siderurgia italiana, che fa leva sui miliardi del ...

Oggi sulla stampa