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Nuova era per le quotate

Passata l’attuale fase emergenziale potremmo abituarci ad una governance delle società quotate sempre più a distanza, con un crescente ricorso a Cda e Assemblee da remoto. Un modo – secondo alcuni – per riportare al centro il governo e gli interessi economici degli azionisti, con buona pace dei contestatori o azionisti di facciata.

È quanto tratteggiato nel corso di un riservato webinar promosso da Aisca – Associazione italiana segretari Cda (volta a supportare gli associati, soprattutto in questa situazione di emergenza, individuando le best practices per i segretari dei consigli di amministrazione) – sulle problematiche che si stanno presentando con le assemblea degli azionisti rimandate o svolte attraverso video conferenze. Come noto, l’art. 106 del decreto-legge n. 18 del 17 marzo 2020, c.d. decreto Cura Italia, ha ampliato i termini ordinari per lo svolgimento annuale dell’assemblea, permettendo il ricorso generalizzato a quegli strumenti (il voto per corrispondenza, il voto elettronico, la partecipazione in assemblea con mezzi di telecomunicazione, il rappresentante designato) tutti volti a permettere l’esercizio di partecipazione e d’intervento in assemblea e l’espressione del diritto di voto senza la necessaria presenza fisica dei soci in un unico luogo.

Come ricorda Assonime, intervenuta all’incontro la maggioranza delle società che hanno chiuso l’esercizio al 31 dicembre 2019 e che devono pertanto tenere l’assemblea ordinaria entro il 30 giugno (194 su un totale di 216 società) hanno fornito aggiornamenti sulla data dell’assemblea: 66 hanno spostato in avanti la data inizialmente prevista, 19 hanno indicato espressamente tale intenzione, senza indicare ancora la nuova data, mentre 109 hanno confermato la data inizialmente prevista, alcune riservandosi comunque la possibilità di uno spostamento o di una modifica delle modalità di intervento in assemblea alla luce dell’evoluzione della situazione.

«Le società che hanno comunicato le modalità di svolgimento dell’assemblea tenendo conto delle previsioni del decreto sono ad oggi 118, di cui 117 hanno optato per il ricorso esclusivo al rappresentante designato, cui possono essere conferite deleghe sia secondo la procedura tipica di questa forma di rappresentanza sia secondo le procedure della delega ordinaria; una società ha previsto l’uso esclusivo di mezzi di telecomunicazione. Le società stanno prevedendo in misura crescente che i soggetti legittimati (presidente, segretario/notaio, componenti degli organi di amministrazione e controllo, il rappresentante designato in via esclusiva, il revisore) potranno partecipare, anche esclusivamente, mediante mezzi di telecomunicazione», ha ricordato Assonime.

Il vero tema è il futuro: l’emergenza, e la conseguente forma a distanza delle Assemblee, rende difficile gestire l’abituale partecipazione di singoli azionisti, non realmente espressione di interessi economici rilevanti. Occorre da un lato rendere ancora più efficiente la raccolta preventiva di domande e proposte da parte degli azionisti, organizzandone la eventuale valutazione e conseguente votazione. Secondo Marco Reggiani Presidente di Aisca e General Counsel di Snam «Sarà altresì centrale il ruolo del consiglio di amministrazione nel fare proposte agli azionisti su tutte le tematiche poste all’ordine del giorno. Un’occasione anche per i segretari del Cda nel contribuire e supportare le migliori scelte di governance».

Quanto ai fondi internazionali, magari poco avvezzi alla presenza fisica alle assemblee, ciò che preoccupa è lo spostamento a giugno-luglio delle assemblee di grandi gruppi, periodo di affollamento delle assemblee di oltre 2400 società quotate dell’aria asiatica.

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