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Nuova inchiesta sulle Big tech. E Facebook pagherà 5 miliardi

Facebook pagherà una multa da 5 miliardi accettando la sentenza della Federal Trade Commission (Ftc) sulla violazione degli account da parte della società di consulenza politica Cambridge Analytica. Il social network, che aveva accantonato nel primo trimestre 3 miliardi in previsione della multa, archivia i conti di giugno con l’utile netto in calo del 50% a 2,6 miliardi di dollari. La stessa Ftc ha aperto poi un’indagine antitrust sulla società fondata da Mark Zuckerberg.

Anche gli altri big del tech rischiano: il dipartimento di giustizia Usa ha annunciato una commissione d’inchiesta su eventuali violazioni delle regole antitrust (un filone diverso da quello della Ftc) da parte oltre che di Facebook, di Google, di Amazon e di Apple. Nel frattempo, la sanzione che ha colpito Zuckerberg prevede anche l’impegno a curare la privacy degli utenti, sottoponendosi alle verifiche della Ftc. L’azienda è stata obbligata a creare un comitato interno che monitori il rispetto del trattamento dati. La vigilanza sulle app sviluppate da terzi dovrà essere rafforzata e i rapporti con chi non si adegua alle nuove norme dovranno essere interrotti. Il ceo Zuckerberg sarà ritenuto personalmente responsabile di eventuali deviazioni da quanto stabilito da questa sentenza. Ma non tutti e cinque i membri della Ftc concordano con la decisione. Una di loro, Rebecca Kelly Slaughter, ha espresso il suo dissenso:«Questo patteggiamento non imponga cambiamenti sostanziali alla struttura societaria di Facebook. Le indagini sarebbero dovute andare avanti».

Ma i guai per il colosso social potrebbero non essere finiti: insieme agli altri giganti tech Google, Amazon e Apple sarà al centro di una revisione da parte del Dipartimento di Giustizia con lo scopo di affiancare le indagini della Federal Trade Commission sul settore lanciate in febbraio su eventuali pratiche monopolistiche. Queste due inchieste dovranno stabilire se i big tecnologici hanno abusato della loro posizione dominante.

La posizione ufficiale delle quattro aziende è che sono stati i consumatori a determinare il loro successo e che sono sempre stati aperti alla competizione.

Matteo Muzio

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