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Nuova geografia giudiziaria, i tribunali sono al collasso

Tribunali al collasso. Cancellerie prese d’assalto, giorni di attesa per operazioni che richiederebbero una decina di minuti, udienze senza fascicoli e rinviate d’ufficio di oltre un anno, scatoloni con faldoni accatastati e abbandonati alla mercé di chiunque, lavoratori giudiziari in stato di agitazione per gravi carenze di personale. È la fotografia della riforma della geografia giudiziaria che emerge dalla prima puntata dell’inchiesta condotta da ItaliaOggi Sette sullo stato della giustizia italiana.

A due mesi e mezzo dalla sua entrata in vigore, il provvedimento che aveva per obiettivo quello di ridurre tempi e costi del sistema giustizia, al momento sta producendo l’effetto esattamente contrario. E la situazione di disagio creata dall’entrata in vigore, il 14 settembre scorso, del dlgs n. 155/2012, emerge direttamente dalle testimonianze degli addetti ai lavori, raccolte ogni giorno su Internet, in particolare su alcuni portali dedicati (www.monitoraggioriformatribunali.it, www.referendumtribunali.it). Si scopre quindi che i disservizi, nei tribunali che hanno dovuto accorpare gli uffici soppressi, sono diffusi su tutto il territorio: da Torino a Imperia, a Perugia e Latina, a Sala Consilina e Napoli Nord. Con testimonianze scritte e fotografiche che mostrano come le strutture non fossero assolutamente pronte all’avvio della riforma, con gravi conseguenze, appunto, su tempi e costi di giustizia.

Insomma, la riforma avviata dall’ex ministro della giustizia, Paola Severino, e portata a compimento da Anna Maria Cancellieri, si sta rivelando un flop. Oltretutto, sul territorio si moltiplicano i ricorsi alla giustizia amministrativa da parte delle strutture più colpite, mentre la Consulta si deve pronunciare sulla legittimità costituzionale del provvedimento, con udienza fissata il 4 dicembre, e la Cassazione ha da poco dato semaforo verde al referendum abrogativo promosso da nove regioni.

 

Tribunale di Torino preso d’assalto. Al tribunale di Torino, che ha accorpato quello di Pinerolo, le testimonianze, anche fotografiche, raccolte sul blog www.monitoraggioriformatribunali.it, rendono l’idea di una situazione di disservizio totale. Basti pensare che venerdì scorso sono stati aperti e rinviati, nel giro di pochi secondi, 96 processi: così si è svolta una delle cosiddette «udienze di smistamento». Alla cancelleria volontaria, inoltre, ogni giorno ci sono code di decine di persone, con uno o al massimo due addetti che non sono in grado di smaltire la mole di fascicoli arrivati da Pinerolo, Moncalieri e Susa. Quindi per fare un’operazione semplice, da pochi minuti, come copie autentiche di atti ci vogliono almeno due ore di coda e alla cancelleria, previa richiesta, occorrono cinque giorni di tempo.

A Imperia mancano i fascicoli. Nel caos anche il tribunale di Imperia, che ha accorpato Sanremo e Ventimiglia. In questo caso, la testimonianza è riportata da un avvocato su Facebook, che racconta «una mattinata di ordinaria follia tra gli uffici del tribunale unificato». «Ore 9.00 udienza di sfratto per morosità», racconta Oliviero Olivieri, «Presenti tutti gli avvocati, le parti private e il giudice… ma mancano i fascicoli! Una parte giunge alle 10.30 e l’altra alle 11.00.

Cerchiamo di ottimizzare i tempi e di fare un processo penale che era del Tribunale di Ventimiglia, fissato per oggi come prima udienza. Chiaramente non si trova il fascicolo, non è scritto nello statino di udienza e nessuno fornisce indicazioni al proposito. Ma io, a mie mani, ho il decreto di citazione a giudizio con indicazione della data di oggi! Si gira per cancellerie e alla fine si scopre che_ sono stati rinviati d’ufficio al 7 novembre 2014. Tra un anno».

Perugia invasa dagli scatoloni. Al tribunale di Perugia, in attesa della pronuncia del Tar sul ricorso presentato dall’Ordine degli avvocati di Perugia, gli scatoloni con faldoni di processi, secondo le testimonianze pubblicate su Internet, «giacciono nei corridoi accatastati alla rinfusa e sigillati con del semplice nastro adesivo». Nel frattempo, il comune, esortato dal Tar, deve trovare una soluzione logistica alle udienze delle sedi distaccate, mettendo a disposizione un nuovo locale alternativo a Balanzano, ma non prima della fine del prossimo anno. Nel frattempo, tutti gli addetti ai lavori dovrebbero restare a Balanzano, una sede che, secondo le testimonianze, sta mostrando una serie di limiti, tra i quali l’inutilizzabilità della posta elettronica certificata. Mentre una perizia dei Vigili del fuoco ha concluso che lo stabile è conforme alla legge ma solo come archivio, non per ospitare centinaia di persone nei giorni di udienza.

Reggio Calabria a corto di personale. A Reggio Calabria è stato indetto lo sciopero dei lavoratori giudiziari «per le notevoli carenze di personale». In particolare, la revisione della geografia giudiziaria, che ha comportato l’accorpamento della sezione distaccata di Melito Porto Salvo, «ha ulteriormente aggravato una situazione già compromessa». Il carico di lavoro, infatti, «con i circa 1.200 fascicoli provenienti da quella sede che sono andati ad aggiungersi agli altri già esistenti», ha subito un nuovo incremento, facendo giungere il numero complessivo di adempimenti della sola cancelleria civile a circa 15 mila procedimenti. «A fronte di tale surplus di lavoro», denuncia il sindacato Cisal, «il personale è tutt’altro che incrementato».

A Bassano in mille a difesa del tribunale. Nei giorni scorsi sul ponte di Bassano del Grappa si sono riunite un migliaio di persone a difesa della soppressione del tribunale, accorpato a Vicenza. Il presidente della regione, Luca Zaia, ha difeso «l’ottavo tribunale del Veneto», la cui chiusura comporterà uno spreco «di 12 milioni di euro». Gli avvocati, invece, sottolineano la perdita di efficienza, con cause civili che a Bassano «si chiudevano in media in tre anni contro una media veneta di sette».

A Latina petizione popolare. L’ordine degli avvocati della provincia di Latina ha promosso una petizione popolare a favore della soppressione del decreto di revisione della geografia giudiziaria per la provincia. In pratica, sono state soppresse le due sezioni distaccate di Terracina e di Gaeta del Tribunale di Latina e il comprensorio di Gaeta è stato annesso al circondario del Tribunale di Cassino. Sono stati inoltre soppressi tutti i presidi dei Giudici di Pace operanti in provincia, che vengono accorpati all’Ufficio del Giudice di Pace di Latina, ad eccezione di quelli di Gaeta e Minturno, che sono confluiti su Cassino. Secondo l’ordine degli avvocati «tutto questo produrrebbe effetti devastanti sul sistema giustizia della provincia di Latina. Verrebbe indebolita l’azione di contrasto riguardo i tentativi di infiltrazione della malavita organizzata».

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