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Nuova cig, partono i versamenti

Appello Inps sui contributi arretrati al fondo di solidarietà residuale. Scade il 16 dicembre, infatti, il termine per versare i contributi dei mesi da gennaio a settembre, senza applicazione di sanzioni e interessi. Interessati i datori di lavoro con più di 15 dipendenti e appartenenti a settori esclusi dalla disciplina dell’integrazione salariale, per i quali non sia ancora operante un proprio fondo di solidarietà.

Il nuovo Welfare. I fondi di solidarietà, nati dalla riforma del lavoro Fornero (legge n. 92/2012), costituiscono il sistema assicurativo di misure a sostegno del reddito per i lavoratori dei settori non coperti dalla normativa in materia d’integrazione salariale. Quattro le tipologie: la prima è quella dei «fondi obbligatori», la cui istituzione è vincolante per i predetti settori (fuori cig) e i datori di lavoro che occupano in media oltre 15 dipendenti; la seconda è quella dei «fondi facoltativi», la cui istituzione, lo dice il nome, è facoltativa, nel senso che possono essere costituiti con le stesse modalità fissate per i fondi obbligatori, nei settori e dai datori di lavoro già coperti dalla cig (quindi per prestazioni integrative); la terza è quella dei «fondi alternativi», sostitutivi di quelli obbligatori e facoltativi, che si rivolgono ai settori in cui siano operanti sistemi di bilateralità (per esempio nell’artigianato); infine, l’ultima è quella attiva dal 1° gennaio scorso e rappresentata dal «fondo di solidarietà residuale», obbligatorio per i datori di lavoro per i quali (e fino a quando) non siano stati stipulati accordi o contratti collettivi per l’attivazione di fondi di solidarietà obbligatori.

Fuori i professionisti. L’istituzione dei fondi, come detto, è obbligatoria per i settori non coperti dalla cig per i datori di lavoro con più di 15 dipendenti. Poiché «hanno lo scopo di assicurare ai lavoratori delle “imprese” di uno o più settori una tutela in costanza di rapporto di lavoro nei casi di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa?», Inps (circolare n. 99/2014) e ministero del lavoro (interpello n. 21/2014) hanno precisato che sono esclusi gli studi professionali.

La contribuzione. Il fondo di solidarietà Inps è finanziato dai seguenti contributi:

a) ordinario dello 0,5% della retribuzione dei dipendenti (esclusi i dirigenti), di cui due terzi a carico del datore di lavoro e un terzo a carico del lavoratore;

b) addizionale a carico del datore di lavoro che ricorra a sospensioni o riduzioni dell’attività lavorativa (3% per le imprese fino a 50 dipendenti, altrimenti 4,50%).

Le imprese con una media occupazionale superiore a 15 dipendenti sono tenute a versare i nuovi contributi dal 1° gennaio 2014, secondo le regole previste per i contributi obbligatori, a eccezione di quelle sugli sgravi contributivi.

In scadenza l’arretrato. Il nuovo obbligo contributivo è scattato dallo scorso 16 novembre, con riferimento al mese di ottobre. I contributi relativi ai mesi da gennaio a settembre, invece, vanno versati entro il 16 dicembre, senza applicazione di sanzioni e interessi. Il prossimo appuntamento, pertanto, non riguarda solo l’arretrato ma anche i contributi correnti di novembre. Ai fini del versamento dell’arretrato, le aziende devono valorizzare, in «DenunciaAziendale» «AltrePartiteADebito», l’elemento «AltreADebito» e indicare questi dati:

in «CausaleADebito» il codice «M131» che assume il significato di «Contributo ordinario Fondo Residuale gennaio-settembre 2014»;

in «Retribuzione» l’importo dell’imponibile, calcolato sulla retribuzione imponibile ai fini previdenziali di tutti i lavoratori dipendenti, esclusi i dirigenti;

in «SommaADebito» l’importo del contributo, pari allo 0,5% dell’imponibile.

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