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Nuova causa sul lodo Mondadori Cir chiede altri 30 milioni a Fininvest

La vicenda del Lodo Mondadori non è ancora chiusa in tutti i suoi aspetti. La Cir infatti ha chiesto alla Fininvest il ristoro dei danni non patrimoniali subiti, nella misura di «circa 30 milioni euro» cui vanno aggiunti circa 60 milioni per interessi e spese legali. Immediata la reazione di Marina Berlusconi, presidente della holding di famiglia: «L’ingegner De Benedetti e la Cir ci hanno preso gusto. Sicuri di poter contare su una giustizia ingiusta, considerano ormai la Fininvest come un gigantesco Bancomat, dal quale prelevare secondo necessità». La nuova richiesta da parte della Cir è stata presentata lunedì scorso al tribunale di Milano, dopo che la Cassazione lo scorso settembre aveva stabilito il risarcimento di 494 milioni di euro alla società della famiglia De Benedetti ma aveva anche ritenuto, in via definitiva, che Cir dovesse essere risarcita per i «danni non patrimoniali » subiti. Danni dovuti alla «lesione del diritto ad un giudizio reso da un giudice imparziale » dopo l’accertamento in via definitiva, di un «un plurioffensivo fatto di corruzione». E cioè la mazzetta di circa 400 milioni di lire che Fininvest aveva versato al giudice Vittorio Metta, l’estensodorire del verdetto della Corte d’Appello civile di Roma che nel 1991 ribaltò l’iniziale lodo arbitrale favorevole a De Benedetti consegnando la casa editrice Monda- a Berlusconi. Vicenda per cui sono stati condannati con sentenza passata in giudicato anche gli avvocati Cesare Previti, Giovanni Acampora e Attilio Pacifico. Tre giorni fa, dunque, i legali di Cir hanno depositato in Tribunale un nuovo atto di citazione con cui, in 48 pagine, chiedono al gruppo del Cavaliere la liquidazione dei danni non patrimoniali. «La causa – ha fatto sapere Cir è la naturale conseguenza del giudizio di Cassazione del settembre 2013» che ha accertato il diritto«di Cir al risarcimento anche del danno non patrimoniale e ne ha rinviato la liquidazione ad apposito nuovo giudizio civile». Secondo Marina invece «non è bastato l’esproprio» inflitto per un «danno mai subito da De Benedetti ». Ed ha aggiunto: «Il modo in cui si arriva a motivare e a quantificare questo inesistente danno lascia ancor di più sconcertati». Come fa la Cir, continua il presidente di Fininvest, a lamentare uno “smacco imprenditoriale” ingiustamente subito quando «lo stesso De Benedetti della spartizione Mondadori si disse soddisfattissimo, e a ragion veduta, avendone tratto solo vantaggi?». Il numero uno della Fininvest conclude: «Piuttosto che sui danni psicologici di De Benedetti credo sarebbe doveroso riflettere sui danni reali e gravissimi che questa vicenda giudiziaria ha davvero provocato ad aziende sane come le nostre».

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