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Nuova Alitalia al decollo Cassano e Montezemolo guideranno il rilancio

Ecco la seconda pelle dell’Alitalia privata. Tre società, la vecchia Cai, col suo carico di dolori e bilanci in passivo dal 2009 a oggi, la midco con Poste e la vera, nuova compagnia Alitalia Sai pronta al decollo dal primo gennaio 2015.

Come ampiamente anticipato e previsto alla guida del gruppo partecipato al 49% da Etihad e per il 51% da soci italiani, ci saranno Luca di Montezemolo in qualità di presidente e Silvano Cassano, apprezzato manager sotto le ali dei Benetton amico e collega di James Hogan, numero uno del vettore del Golfo, dirigente che ha condiviso con il top manager di Abu Dhabi un passato alla Hertz.
«Abbiamo una visione chiara e un business plan solido per porre le giuste basi per un’azienda sostenibile e redditizia puntando a lavorare in partnership con Cassano e il nuovo cda per ridisegnare la compagnia aerea» queste le prime parole affidate da Hogan ad un comunicato.
Dal nuovo ad di Alitalia arriva anche una prima indicazione della rotta da tenere per mantenere in volo una compagnia che nella storia recente dagli anni Novanta a oggi (tra la Alitalia pubblica e la privata) ha messo a segno solo due bilanci in attivo. Una partita difficile che Etihad con la sua potenza di fuoco potrebbe portare a casa entro il 2017, quando si scommette sul pareggio operativo. Il piano tracciato in queste settimane punta secondo Cassano «alla ristrutturazione della rete con particolare attenzione sul lungo raggio. In arrivo un nuovo look e marchio rilanciato», grazie anche all’attrattiva del Made in Italy.
Sui dipendenti usciti nelle scorse settimane dal ciclo produttivo si cerca ancora di mediare. E proprio ieri, al termine del cda un gruppo, ex lavoratori non ricollocabili hanno consegnato ad Hogan una lettera di «supplica » affinché non ci si dimentichi di loro.
«Sono orgoglioso di dare il benvenuto al nostro nuovo consiglio di amministrazione in questa entusiasmante fase della storia della nostra compagnia aerea» ha detto Montezemolo (che non avrà cariche operative, affidate a Cassano). In cda ci sono nove membri per un mandato di tre anni. La governance riflette la compagine azionaria che sarà effettiva dopo la chiusura dell’operazione: sei membri nominati da Alitalia, tra cui il presidente non esecutivo, un consigliere indipendente e l’amministratore delegato, designato congiuntamente da Alitalia e da Etihad. Tre Consiglieri nomi- nati da Etihad, uno dei quali con la carica di vice presidente.
Ecco i membri del nuovo consiglio: oltre a presidente e ad, Hogan sarà il vice presidente non esecutivo, Roberto Colaninno rimane in sella anche se come presidente onorario. Tra i consiglieri entrano l’esperto Giovanni Bisignani (in passato al vertice della compagnia, Paolo Colombo, Antonella Mansi (ex Fondazione Mps), Jean Pierre Mustier, James Rigney. Gabriele Del Torchio, protagonista sempre in prima linea dell’operazione, continuerà a ricoprire il proprio ruolo fino al closing previsto a Natale.
E dopo il via libera dell’Antitrust europeo e il giudizio positivo alla acquisizione da parte di Enac (che varrà anche come base per il giudizio europeo) occorrerà attendere altri due semafori verdi della Ue sul ruolo di Poste italiane e sul peso effettivo di Etihad nel gruppo. Ma sono due temi che fonti della commissione Ue danno per ampiamente superati. Alitalia Sai è dunque pronta al decollo.
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