Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Nullità rilevabile pure d’ufficio

Gli avvisi di accertamento sottoscritti da dirigenti «decaduti» per effetto della sentenza n. 37/2015 della Corte costituzionale sono affetti da una nullità assoluta e insanabile, che può essere rilevata in ogni stato e grado del giudizio, anche d’ufficio. Sono le parole con cui la prima sezione della Ctr di Milano, nella sentenza n. 2842/01/15 dello scorso 25 giugno, ha demolito un avviso di accertamento sottoscritto da un funzionario che svolgeva le funzioni di «Capo ufficio Controlli» dell’Agenzia delle entrate di Lecco, non risultando, tuttavia, vincitore di un regolare concorso.

Il giudice di seconde cure meneghino ha ribadito e rinforzato un orientamento che si sta diffondendo a macchia di leopardo nelle commissioni tributarie, con pronunce che provengono ormai da tutte le parti della Penisola, da Milano sino a Lecce, passando per Brescia, Campobasso, Terni, Frosinone e Bari (si veda la tabella a pagina 3).

Ma v’è di più. Il giudice tributario della Lombardia, infatti, non si è limitato ad annullare l’atto impositivo per un motivo introdotto nel solo grado d’appello (in riforma della sentenza di primo grado nella quale l’argomento non era stato affatto introdotto dal contribuente), ma ha ritenuto di dover trasmettere copia del fascicolo processuale alle competenti Procure, contabile e penale, per valutare un eventuale danno erariale, derivante dal mancato introito per l’annullamento dell’accertamento, ed eventuali rilievi penali. La Commissione spiega che il giudice collegiale tributario ha un obbligo giuridico diretto di trasmettere alla Procura della Corte dei conti un rapporto su eventuali responsabilità per danno erariale, nonché alla Procura della repubblica (ex art. 331 c.p.p.) per le responsabilità penali che ricadrebbero direttamente anche sull’organo giudicante che abbia omesso le doverose denunce (art. 361 c.p.).

La contesa, dunque, è destinata a non esaurirsi nelle aule della giustizia tributaria, bensì a investire ulteriori autorità giudicanti, per valutare il danno allo Stato cagionato dalla irregolare sottoscrizione degli avvisi di accertamento e le relative responsabilità.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Intervista ad Alessandro Vandelli. L'uscita dopo 37 anni nel gruppo. I rapporti con gli azionisti Un...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

I gestori si stanno riorganizzando in funzione di una advisory evoluta che copra tutte le problemati...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Non far pagare alle aziende i contributi dei neo assunti per due anni. È la proposta di Alberto Bom...

Oggi sulla stampa