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Nullaosta ai migranti in start-up

Al via la procedura flussi per l’ingresso in Italia nell’anno 2016 di cittadini stranieri che intendono costituire imprese «start-up innovative» e sono titolari di un rapporto di lavoro di natura autonoma con l’impresa. Dal 3 febbraio è possibile presentare la precompilazione dei modelli relativi ai «non stagionali» per la richiesta di nulla osta al lavoro all’indirizzo https://nullaostalavoro.dlci.interno.it/. La quota massima di ingressi è pari a 17.850 unità per lavoro subordinato non stagionale e per lavoro autonomo (nello specifico 2.400 cittadini non comunitari residenti all’estero) e di 13 mila unità per lavoro subordinato stagionale. Tutto questo lo prevede il dpcm del 14 dicembre 2015 (pubblicato sulla gazzetta ufficiale del 2 febbraio 2016 n. 26) e la circolare del ministero interno e del ministero del lavoro del 29 gennaio 2016 con i quali vengono fissate le quote di ingresso per l’anno 2016 e le procedure per i flussi di lavoratori autonomi e i non stagionali. Le domande possono essere presentate fino al 31 dicembre 2016 e sono trattate sulla base dell’ordine cronologico di presentazione. Nell’area dell’utente sarà possibile visualizzare l’elenco delle domande regolarmente inviate. All’indirizzo http://domanda.nullaostalavoro.interno.it è possibile, inoltre, visualizzare lo stato della trattazione della pratica presso lo sportello unico immigrazione di competenza. Durante la fase di compilazione e di inoltro delle domande, è fornita assistenza agli utenti attraverso un servizio di help desk disponibile sull’home page dell’applicativo. La procedura Italia Startup Visa è completamente centralizzata (fa capo a un comitato di valutazione composto da rappresentanti dell’ecosistema nazionale dell’imprenditorialità innovativa – Aifi, Apsti, Iban, Netval e PniCube – coordinato dal MiSe) e informatizzata (il candidato comunica con l’amministrazione italiana online attraverso l’indirizzo email italiastartupvisa@mise.gov.it, fino al ritiro del visto fisico presso la sede diplomatico-consolare competente), nonché fortemente semplificata e accelerata, tanto che conduce a una risposta certa entro 30 giorni. Nell’ambito del programma Italia Startup Visa al 31 dicembre 2015 sono pervenute 61 candidature, di cui 18 nel 2014 e 43 nel 2015. I Paesi di provenienza sono 18 e toccano tutti i continenti. I tre che hanno dimostrato un maggiore interesse sono Russia (20 candidature), Ucraina (10) e Stati Uniti (7). 54 candidature hanno riguardato la costituzione di nuove imprese. 7 quelle in cui si è avuta un’aggregazione verso start-up innovative già costituite, per lo più da italiani. Su 61 candidature, 40 hanno avuto esito positivo (65,6%) mentre 11 sono state rifiutate per debolezza del business plan o mancanza di innovatività e 6 sono state considerate irricevibili perché palesemente prive dei requisiti minimi finanziari o di innovatività. 4 sono attualmente in fase di valutazione. Una sola candidatura è stata effettuata mediante incubatore certificato. I 40 nullaosta concessi hanno avuto il seguente esito: 32 visti rilasciati; 8 le pratiche attualmente in corso di elaborazione. 14 le Regioni prescelte dai detentori del visto. Su tutte spicca la Lombardia (19, in particolare, in 15 hanno scelto Milano).

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