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Nulla la servitù di parcheggio

Un contratto che intenda riconoscere come già esistente, oppure costituire ex novo, una servitù di parcheggio di autovetture, è nullo per impossibilità dell’oggetto: il caso esaminato dalla Cassazione è di grande rilevanza perché le situazioni del genere, nei condomìni e non solo, sono molte. Così la suprema Corte, seconda sezione civile (Presidente ed estensore Triola), con sentenza n. 23708 del 6 novembre 2014, ha concluso dopo aver esaminato un atto di vendita che conteneva una clausola in cui i contraenti affermavano che il terreno compravenduto era «gravato da servitù di parcheggio limitatamente a due auto» in favore della proprietà di un terzo.
Nel negare la validità di questa scrittura, la Cassazione chiarisce che il parcheggio di autovetture non può mai essere posto a contenuto di un diritto di servitù, in quanto fa ad esso difetto la “realità”, cioè la riferibilità dell’utilità al fondo dominante, come anche la riferibilità del corrispondente peso al fondo servente (si vedano anche le sentenze della Cassazione del 28 aprile 2004, n. 8137; del 21 gennaio 2009, la quale negava l’azione di spoglio del possesso di servitù, proposta dai condomini di un fabbricato nei confronti di un soggetto che aveva recintato un’area condominiale da quelli utilizzata a fini di parcheggio; e del 7 marzo 2013, n. 5769).
La semplice comodità di parcheggiare l’auto per specifiche persone (anche numericamente limitate) equivale insomma, per la Corte, all’attribuzione di un vantaggio personale per costoro, vantaggio che è però estraneo alla funzione di utilità fondiaria essenziale per la configurabilità di una servitù prediale. Diverso discorso sarebbe ipotizzare, in base al principio dell’autonomia contrattuale di cui all’articolo 1322 Codice civile, che le parti, semmai in quanto proprietarie di fondi confinanti, diano luogo ad un rapporto di natura meramente personale, che non consista, perciò, nell’imposizione di un peso su un fondo (servente) per l’utilità di un altro (dominante), ovvero in una relazione di asservimento del primo al secondo, quanto nella pattuizione di un obbligo e di un corrispettivo diritto di parcheggio, previsto per il vantaggio della persona o delle persone indicate nel relativo atto costitutivo.

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