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Nulla la notifica effettuata al portiere della società

Invalida la notifica dell'accertamento fiscale o della cartella di pagamento consegnato al portiere dello stabile dove ha sede la società. 

Lo ha sancito la Corte di cassazione con la sentenza numero 4962 del 28 febbraio 2011.

Insomma il fisco ha perso la causa per un motivo formale e procedurale: l'aver notificato una cartella di pagamento indirizzata a una srl di Napoli, consegnando il plico al portiere dello stabile.

Questo perché, ha motivato la Cassazione confermando la decisione della Ctr Campania, «a norma del combinato disposto degli arti. 139 e 145 cod. proc. civ., la notificazione alla persona giuridica non può essere effettuata, in mancanza delle persone menzionate da quest'ultima norma, in mani del portiere dello stabile in cui essa ha sede, e il richiamo all'art. 139 cit. opera soltanto per l'eventualità che l'atto da notificare faccia menzione della persona fisica che rappresenta l'ente».

Anche gli altri motivi presentati dal fisco sono stati respinti dal Collegio di legittimità. In particolare l'amministrazione finanziaria aveva chiesto di ritenere sanata la notificazione dal momento che la società aveva poi impugnato un atto impositivo successivo. Sul punto la Cassazione ha risposto all'Agenzia delle entrate che «la conseguente nullità della notifica, poi, non può certo ritenersi sanata a seguito dell'impugnazione della cartella di pagamento, essendo evidente che il raggiungimento dello scopo non può che essere rappresentato dall'impugnazione dell'atto invalidamente notificato e non di un atto diverso, che nella definitività del primo trovi soltanto il suo presupposto».

È interessante notare come la giurisprudenza sia contraria rispetto a questa decisione quando si tratta di notificare l'atto impositivo alle persone fisiche. In questo caso, infatti, sono decine le sentenze depositate al Palazzaccio e con le quali è stata sdoganata l'applicabilità piena delle norme del codice di procedura civile anche alle notificazioni tributarie. Con la sentenza 19417 del 2010, la sezione tributaria aveva infatti sancito che «in caso di notifica nelle mani del portiere, l'ufficiale notificante deve dare atto, oltre che dell'inutile tentativo di consegna a mani proprie per l'assenza del destinatario, delle vane ricerche delle altre persone preferenzialmente abilitate a ricevere l'atto».

Anche la Procura generale della suprema corte aveva chiesto che fosse respinto il ricorso del fisco.

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