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Nubi sulla crescita europea Draghi lancia l’allarme “Bce userà tutti gli strumenti”

La ripresa economica del Vecchio continente è rinviata, ma i mercati azionari obbligazionari e valutari ieri hanno festeggiato perchè la Banca Centrale Europea è pronta a iniettare nuova liquidità nel sistema per sostenere la crescita futura dei Paesi dell’Eurozona.
Il presidente della Bce, Mario Draghi, ha annunciato che alla luce del rallentamento del Pil e della bassa inflazione, l’Eurotower è pronta a potenziare il suo piano di sostegno sui mercati, che in gergo viene definito
quantitative easing .
Il Consiglio direttivo ha ribadito «con enfasi, la disponibilità e la capacità di intervenire, se necessario, usando tutti gli strumenti a disposizione entro il suo mandato». A tutt’oggi, il programma «procede bene – ha detto Draghi – e sarà pienamente attuato fino a tutto il settembre 2016, o oltre, se necessario e, comunque, fino a che non riuscirà a raggiungere il nostro obiettivo di un’inflazione inferiore, ma vicina al 2% annuo nel medio termine».
Parole che hanno fatto volare in rialzo le Borse europee e al ribasso il differenziale tra le obbligazioni dei Paesi periferici e quelle tedesche. Solo l’euro è scivolato a quota 1,11 nei confronti del biglietto verde toccando un minimo a 1,1087 dollari. L’economia Usa, a differenza di quella del Vecchio continente, continua a rafforzarsi tanto che gli esperti arrivano a ipotizzare che alla prossima riunione attesa per il 15 e il 16 settembre la Federal Reserve potrebbe optare per un aumento dei tassi d’interesse. Una mossa che favorirebbe ulteriormente il dollaro rispetto all’euro e rilancerebbe le esportazioni dei Paesi dell’eurozona. Fattori che hanno spinto Piazza Affari a guadagnare il 2,62% dopo aver sfiorato nel pomeriggio un progresso addirittura del 3% grazie al forte recupero di banche, assicurazioni e titoli finanziari. Sulla stessa linea anche Francoforte (+ 2,68%) seguita a ruota da Parigi (+ 2,2%), Londra (+ 1,8%) e Madrid (+1%). E ieri, dopo tante sedute grigie, il sole è tornato a splendere anche sulla Borsa di Atene che ha recuperato il 3,6% del suo valore.
La prospettiva che la Bce aumenti l’acquisto di obbligazioni (oltre gli attuali 60 miliardi al mese) o allunghi la durata del
quantitative easing (che altrimenti scadrebbe nel settembre 2016), ha indotto gli investitori a ricomprare anche Btp e Bonos a scapito dei Bund tedeschi. Lo spread tra il decennale italiano e il suo omologo tedesco è quindi sceso a 119 punti, un livello che equivale a un rendimento dell’1,92%. Il clima si è rasserenato anche sul fronte delle materie prime, dove il prezzo del petrolio quotato a New York ha recuperato terreno a quota 47 dollari al barile, mentre il Brent del Mare del Nord quotato a Londra è risalito sopra 51 dollari al barile.
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