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Ntv, piano in dirittura d’arrivo

La revisione del piano industriale di Ntv sarà presentata al Cda del 24 settembre e già il 25 la società del treno superveloce Italo incontrerà i sindacati per avviare insieme un percorso che porti a una soluzione condivisa.
Dopo l’incontro di ieri tra azienda e sindacati, in cui non ci sono state né smentite né conferme di ricadute occupazionali, è chiaro che «dipenderanno dalla soluzione sul versante finanziario i problemi che ci saranno sul fronte occupazionale – spiega Alessandro Rocchi, segretario nazionale della Filt Cgil –. Nulla è stato smentito o confermato a livello di numeri sull’occupazione. Ci è stata però presentata una situazione di difficoltà economico-finanziaria». Del resto, non era nemmeno nell’interesse dei sindacati premere troppo sulla questione esuberi. In un incontro convocato in luglio per la manutenzione dei contratti di solidarietà.
A inizio marzo Ntv e i sindacati erano infatti arrivati a un accordo sui contratti di solidarietà per le oltre mille persone che lavorano nella società, oggi sotto i riflettori per l’aumento di capitale e il piano industriale. Un piano su cui i sindacati, ieri, hanno provato a vederci chiaro per capire dove potrebbe portare la revisione dovuta alla crisi economica e alla competizione particolarmente accesa con le Ferrovie dello stato. Interpellato alla Camera sulle richieste avanzate da Ntv per l’adozione di regole uguali per tutti il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, ha precisato: «Abbiamo sollecitato l’Autorità dei trasporti e aspettiamo il risultato concreto del lavoro svolto».
«L’attenzione sul piano e sulla ricapitalizzazione della società è massima così come la tensione – interviene Salvatore Pellecchia della segreteria nazionale della Fit Cisl –. Ci è stata annunciata la revisione del piano di impresa e un nuovo incontro per il 25 settembre per cominciare a esaminare le azioni da mettere in atto. Ci è stato confermato che il progetto industriale funziona e la clientela continua a esprimere un riscontro positivo, ma che ci sono difficoltà finanziarie». Ntv ha però «smentito le indiscrezioni sull’apertura della procedura di mobilità per circa 300 dipendenti», sostengono il segretario confederale dell’Ugl, Ezio Favetta, e il segretario nazionale dell’Ugl Attività ferroviarie, Umberto Nespoli.
Sulla rete dei servizi, secondo fonti sindacali, appare scontato che venga abbandonata la direttrice adriatica (la tratta Milano-Ancona), mentre sul resto sia in termini di tratte che di quantità di treni il piano industriale dovrebbe essere consolidato, se non potenziato. Bisognerà però capire meglio la revisione del modello di esercizio e cioè la composizione delle squadre che lavorano a terra e a bordo treno. Il management sta studiando diverse ipotesi e i sindacati non possono escludere che il tema dei livelli occupazionali non emergerà.

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