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Npl, sì dal mondo bancario all’approccio «integrato»

Le nuove linee guida sulla gestione dei crediti deteriorati diffuse due giorni fa dalla Bce (si veda Il Sole24Ore di ieri) sono il risultato di oltre un anno di lavoro cui hanno collaborato attivamente le autorità di vigilanza nazionali e dunque la stessa Banca d’Italia. Un anno di elaborazione con tanto di pubbliche consultazioni che ha prodotto un nuovo set di regole non vincolanti ma che prevedono una comunicazione annuale (entro il primo trimestre) da parte delle banche con livelli elevati di Npl sulle strategie messe in campo per il loro smaltimento. Strategie che non devono passare necessariamente e solo per la cessione dei vecchi crediti in portafoglio ma che aprono al riconoscimento dei necessari tempi per la gestione ordinaria di recupero delle esposizioni da parte delle banche.
L’impostazione del documento va nella direzione più volte indicata da Via Nazionale per una gestione del nodo Npl in questa fase di uscita dalla lunga crisi utilizzando tutti gli strumenti disponibili, compresi quelli introdotti dalla normativa più recente e pensati proprio per ridurre i tempi di recupero dei vecchi crediti. «Se in Italia i tempi di recupero dei crediti fossero in linea con quelli medi europei l’incidenza delle sofferenze sul complesso dei prestiti sarebbe oggi circa la metà di quella rilevata» aveva osservato a fine gennaio il Governatore, Ignazio Visco, nel suo intervento al convegno Assiom Forex.
Nelle nuove linee guida si parla, per esempio, di escussione delle garanzie, una pratica che è stata rafforzata con le misure contenute nel decreto 59/2016 convertito in legge lo scorso mese di giugno: dal pegno non possessorio al “patto marciano”, strumenti che, se ben utilizzati, possono migliorare i risultati delle banche. In una Nota di stabilità finanziaria e vigilanza di Bankitalia pubblicata lo scorso gennaio si osserva che se il “patto marciano” fosse utilizzato in via generalizzata in tutti i contratti i tempi di recupero dei crediti verrebbe ridotto di sei mesi e il prezzo di mercato delle sofferenze verso le imprese garanite da immobili potrebbe aumentare fino al valore di bilancio. E l’aumento del prezzo medio degli Npl in bilancio aumenterebbe ancor di più se venisse rinegoziata un quota significativa dei contratti in corso.
Un’altra misura regolamentare proposta a livello europeo da Bankitalia e che non si incontra nelle nuove linee guida della Bce punta poi all’eliminazione dei disincentivi alla cessione in blocco dei prestiti deteriorati per le banche che adottano i modelli interni di tipo avanzato per la valutazione del rischio di credito. Per queste banche – aveva spiegato Visco all’Assiom Forex – l’inclusione dell’effetto delle cessioni nelle stime delle perdite in caso di insolvenza del debitore (loss given default) determina «un significativo incremento automatico dei requisiti patrimoniali sul complesso dei prestiti in bonis e quindi una riduzione dei coefficienti di capitale». La misura regolamentare invocata troverebbe motivazione nella «eccezionalità dell’attuale fase congiunturale», e secondo le analisi di Bankitalia su un campione di banche italiane «tale riduzione potrebbe essere rilevante».
Tornando alle linee guida della Bce anche le prime valutazioni che arrivano dal mondo bancario sono positive. Al netto di una serie di modalità estremamente dettagliate contenute nel documento e rimaste tali dopo la pubblica consultazione su temi come le modalità di valutazione dei crediti o la “governance” più efficace per la gestione delle sofferenze, convincono soprattutto i toni “dialoganti” contenuti nei capitoli operativi dove l’enfasi cade sulle strategie gestionali scelte dagli istituti rispetto al mix di strumenti indicati per la riduzione del carico degli Npl. Oppure sulla collaborazione prevista in via continuativa con i gruppi di vigilanza congiunti (GVC) con cui le banche dovranno confrontarsi per mettere a punto la loro strategia di gestione degli Npl. Insomma la cosiddetta “cassetta degli attrezzi” messa in capo per alleggerire il peso delle sofferenze bancarie – che comprende anche il monitoraggio lanciato da Bankitalia – sembra ora più completa.

Davide Colombo

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