Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Npl, Mps lascia Cerved e Quaestio: cessioni in vista

Montepaschi ridisegna la sua architettura di gestione dei crediti deteriorati. L’operazione con la quale la banca ha interrotto il contratto con il servicer Juliet (controllato da Cerved e da Quaestio) ha due finalità. L’obiettivo è infatti di accelerare da una parte sulle cessioni di portafogli di crediti deteriorati e, dall’altra, di liberare risorse contabili.

La banca senese guidata da Marco Morelli ha infatti esercitato il diritto di recesso previsto dal contratto di servicing decennale stipulato con Juliet. Quest’ultima piattaforma era stata ceduta lo scorso anno, proprio da Mps, a Quaestio Cerved Credit Management SpA, società costituita ad hoc in modo paritetico da Cerved e Quaestio per l’operazione.

La finalità dell’accordo del 2018 era chiara: far gestire a Juliet i crediti problematici attuali (attorno ai 5 miliardi) e quelli futuri a fronte del pagamento di commissioni definite. Al fondo Atlante erano invece stati ceduti i non performing loan del passato per circa 26 miliardi di euro.

La notizia del recesso di Mps con Juliet, avvenuto sulla base del pagamento di un indennizzo omnicomprensivo al servicer di 40 milioni, è arrivata a sorpresa. L’istituto spiega che la decisione del consiglio di amministrazione è stata presa per disporre della massima flessibilità nel processo di accelerazione della riduzione dell’esposizione della banca nei crediti deteriorati, in coerenza con le indicazioni ricevute dal regolatore in sede di Srep 2019 e già comunicate al mercato.

La revisione degli accordi, inoltre, è funzionale anche alla riduzione dell’indice di rischiosità complessivo, in un contesto che vede il significativo deterioramento del quadro economico registrato negli ultimi mesi.

Il Montepaschi, tuttavia, non chiude la porta a Juliet e ai suoi azionisti (cioè Cerved e Quaestio) e si dice disponibile ad avviare un confronto «al fine di mitigare nel comune interesse le conseguenze dello scioglimento anticipato del contratto di servicing». La banca punta così a coinvolgere Juliet come advisor nella perimetrazione di uno o più portafogli di crediti deteriorati da cedere per un ammontare complessivo di 3 miliardi.

Il tutto avverrà mediante l’individuazione di un percorso condiviso che consenta alle parti coinvolte di preservare la relazione commerciale, su basi diverse rispetto a quelle attuali, coniugando la necessaria flessibilità della Banca nella gestione dei suoi crediti problematici (riacquisita a seguito del recesso) con le specifiche competenze sviluppate da Juliet per la riduzione di questi portafogli.

La banca precisa che, essendo i costi prospettici del contratto di servicing già riflessi nelle rettifiche di valore del portafoglio di Non performing exposures (Npe), il costo «dell’indennizzo è integralmente compensato dagli effetti positivi derivanti dal venir meno di tali oneri prospettici».

La frase in questione è indicativa per spiegare l’operazione studiata da Mps. C’è infatti da dire che proprio la banca senese aveva preventivato in bilancio una somma abbastanza cospicua, per tenere conto delle commissioni prospettiche da pagare a Juliet. Ebbene, con il recesso verranno liberate risorse, anche se soltanto contabili.

La risoluzione del contratto consente quindi di avere un effetto immediato sul bilancio e di avere più flessibilità finanziaria su future cessioni di portafogli.

Su quest’ultimo aspetto, quello delle cessioni di pacchetti di crediti problematici, soprattutto di Utp, sta quindi lavorando intensamente Mps. Nei mesi passati erano infatti circolati anche rumors sull’ipotesi di vendere 7-8 miliardi di euro di Utp a Sga (Società di Gestione Attività). Intanto, sulla scia dell’operazione, il titolo Mps ha guadagnato oltre il 4% ieri a Piazza Affari.

Carlo Festa

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Le banche sono di fronte a una scelta obbligata: fare dell'evoluzione tecnologica la chiave per conq...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il concordato con continuità aziendale (articolo 186-bis della legge fallimentare) guadagna spazio ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il credito del professionista incaricato di redigere l'attestazione richiesta dalla legge fallimenta...

Oggi sulla stampa