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Npl, il Monte riapre il mercato con i 2,5 miliardi del dossier «Merlino»

Autunno caldo per il settore dei crediti problematici. Entrano infatti nel vivo alcuni processi che erano iniziati prima dell’estate.
Novità sul fronte Mps, dove ha inizio con l’invio dei teaser il progetto Merlino, che prevede la cessione di circa 2,5 miliardi di non performing loan di tipo unsecured.
Al lavoro, secondo i rumors, sarebbe l’advisor Pwc e in corsa ci sarebbero tutti i maggiori operatori del settore per un portafoglio che sarà suddiviso in diversi pacchetti e che comprende anche il settore del credito al consumo di Consum.it. In lizza Banca Ifis, Hoist, Cerberus, Mb Credit Solutions e Kruk.
In una fase cruciale anche l’operazione messa in cantiere da BancoBpm su un portafoglio di sofferenze che potrebbe variare, a seconda delle decisioni della banca da 3,5 miliardi fino a circa 8-9, con annessa vendita della piattaforma. Dopo che ad inizio agosto è stata individuata una ‘short list’ di investitori, il processo sarebbe ora in fase di due diligence.
Tre i soggetti in campo: si tratta della cordata costituita da DoBank, Fortress e Spaxs (la Spac fondata da Corrado Passera), quella costituita da Credito Fondiario ed Elliott e quella costituita da Christofferson Robb & Company, Davidson Kempner, Prelios e Fire.
Un fronte altrettanto caldo è quello della cessione di portafogli di Utp, cioè unlikely to pay. Sempre Mps ha avviato il progetto Morgana (con advisor Kpmg) su 1,1 miliardi di incagli.
In fase avanzata è invece uno dei dossier che ha avviato Intesa Sanpaolo.La banca guidata da Carlo Messina sarebbe al lavoro su un pacchetto, battezzato Project Levante, che farebbe riferimento a una cinquantina di posizioni di Utp sparse per l’Italia.
Dopo una prima fase in cui c’è stata una scrematura dei potenziali compratori, sarebbe stata individuata una short list: in corsa ci sarebbero grandi fondi internazionali del calibro di Bain Capital Credit (che già si è aggiudicato gli Utp di Cariparma e Carige), Apollo, Bayview.
Sotto i riflettori è anche un portafoglio di Intesa Sanpaolo da circa 250 milioni di euro di non performing loan relativi a impianti fotovoltaici in Italia: impianti solari finiti in default per non aver ripagato il finanziamento. La transazione, alla quale è stato assegnato il nome di «progetto Luce», avrebbe riscosso negli ultimi mesi l’interesse sia di soggetti finanziari sia di altri gruppi specializzati proprio sulle energie rinnovabili.

Carlo Festa

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