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Npl delle imprese, nel 2021 tasso al 4%

L’effetto del lockdown farà risalire i crediti deteriorati, ma grazie alle misure di sostegno alla liquidità e alle imprese – come le moratorie – non si raggiungeranno i picchi visti nel 2012 dopo la grande crisi finanziaria. È la previsione dell’edizione 2020 dell’Outlook Abi-Cerved sui crediti deteriorati delle aziende italiane, che «conferma – dice Giovanni Sabatini, direttore generale di Abi – che le eccezionali misure adottate dalle Autorità e dalle stesse banche permetteranno di limitare, nel tempo e nell’intensità, gli inevitabili effetti della crisi sulla qualità del credito».

Secondo l’Outlook, dopo una fase di riduzione dello stock di Npl, proseguita fino al primo trimestre 2020, con un rapporto fra crediti deteriorati e crediti in bonis sceso al 2,9%, «nel biennio 2020-21 i tassi di deterioramento delle società non finanziarie torneranno dapprima a salire, con l’incidenza dei flussi di nuovi prestiti in default sul totale dei prestiti in bonis prevista al 3,8% nel 2020 e al 4% nel 2021, per poi ridursi nuovamente al 3,3% nel 2022».

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